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300 amministratori delegati Ue, tempi e modi realistici per la transizione verde

300 amministratori delegati Ue, tempi e modi realistici per la transizione verde

In vista del voto al Parlamento Ue, tra gli altri anche Bormioli e Arvedi

06 giugno 2022, 16:45

Redazione ANSA

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BRUXELLES - L'industria manifattura europea chiede tempi e modi realistici per accelerare la transizione verde, in particolare con l'attuazione dei progetti di decarbonizzazione: L'appello arriva in una lettera congiunta firmata da circa 300 amministratori delegati di aziende ad alta intensità energetica, che rappresentano 400 società europee di molti settori per un totale di 2,6 milioni di posti di lavoro, in vista del voto mercoledì in plenaria al Parlamento europeo sul meccanismo di adeguamento delle emissioni importate (carbon border adjustment mechanism, cbam) e mercato delle emissioni europeo (emissions trading scheme, ets).

Molti firmatari sono italiani, dalla Bormioli alla Arvedi, dalle Cartiere Saci alla Confindustria Ceramica che rappresenta da sola 86 aziende. Tra gli altri nomi noti che hanno firmato, oltre ai big dell'acciaio europeo, anche Solvay, Villeroy & Boch, e Repsol. Con le proposte su cbam ed ets l'industria Ue teme la competizione dei concorrenti internazionali che non devono confrontarsi con gli stessi obiettivi climatici. Viene segnalato poi che le misure cosi come sono al momento danneggiano la capacità dei settori industriali di investire in tecnologie verdi: più aumentano i costi del carbonio nel momento in cui servono fondi per investire nella decarbonizzazione, più si riducono le risorse per gli investimenti green, con il paradosso che tagliare le quote gratuite ets, anziché accelerare, porterebbe a rallentare il taglio delle emissioni rendendo più difficoltoso il decollo delle tecnologie verdi.

Il rischio, segnalano i 300 ceo, è che aumentino esponenzialmente le importazioni a basso costo e con elevata impronta carbone provenienti da fuori Ue (come India, Turchia, Cina, etc con una crescita del 32% nel 2021 delle importazioni di acciaio, con India e Turchia al top), cui si associano rischi di chiusure e licenziamenti in Europa e di delocalizzazione delle emissioni fuori Ue.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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