Verso gli eurobond per finanziare le spese di energia e difesa

L'ipotesi spinge solo Madrid e Milano (+3%), lo spread scende a 149,3 punti

Redazione ANSA

MILANO - L'Unione Europea si starebbe preparando a lanciare bond "su vasta scala" per finanziare le spese dell'energia e della difesa. È quanto scrive l'Agenzia Bloomberg riportando fonti riservate secondo le quali i tecnici sono al lavoro per mettere a punto un piano da presentare dopo il prossimo summit di Versailles in programma per il 10-11 marzo. Ancora da decidere l'importo e la struttura dell'operazione.

L'operazione giunge a un anno dal pacchetto complessivo da 1.800 miliardi di euro (Qfp) dell'Ue, che comprende anche il Next Generation Fund, per sostenere i maggiori sforzi dovuti alla pandemia da Covid 19. Con la nuova iniziativa l'obiettivo dell'Ue è di finanziare le maggiori spese dovute alla riforma della difesa e delle infrastrutture energetiche a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. È di lunedì scorso la dichiarazione del commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni che ha indicato la necessità di "concentrarsi su ulteriori impegni e iniziative" evitando di "riorientare la Recovery and Resilience Facility" ipotizzando un "meccanismo di compensazione" per i possibili problemi futuri di forniture energetiche. Secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg la struttura del nuovo finanziamento potrebbe ricalcare quella del precedente programma ''Sure' per finanziare il sostegno all'occupazione a seguito della pandemia.

L'ipotesi di Eurobond allo studio di Bruxelles intanto spinge solo i listini dell'Europa meridionale. Madrid e Milano guadagnano il 3% e Lisbona il 2,5%. Più caute Parigi (+1,64%) e Francoforte (+1,41%), invariata Londra, mentre scende a 148 punti il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi, con il rendimento annuo italiano in calo di 5,1 punti all'1,539% e quello tedesco in rialzo di 8 punti allo 0,05%. Positivi i futures Usa in attesa della bilancia commerciale, delle vendite e delle scorte di magazzino. In arrivo anche l'anticipazione dell'Api sulle scorte settimanali di greggio. Prosegue la corsa del greggio, con il barile Wti a 122,26 dollari (+2,36%) e il Brent a 126,58 (+2,74%), mentre inverte la rotta il gas (-1,58% a 223,61 euro al MWh). In ripresa l'euro a 1,087 dollari e a 0,828 sterline. In lieve ripresa il rublo a 136,05 sul biglietto verde, in calo invece a 149,04 sull'euro. In rialzo i bancari Unicredit (+7,16%), SocGen (+6,72%), Bper (+6,32%), Bnp (+6,17%), Commerzbank (+6,01%), Banco Bpm (++3,63%) e Intesa (+2,78%). Prosegue in Piazza Affari la corsa di bene Tim (+9%), mentre in campo energetico si distinguono le società di servizi Saipem (+3,23%) e Tenaris (+4,21%). Acquisti anche su TotalEnergies (+2,27%), più caute Bp (+1,13%) ed Eni (+1%), in calo Shell (-0,29%) dopo l'acquisto di petrolio russo. Ripartono gli automobilistici Stellantis (+2,03%) e Volvo (+2,66%), poco mossa Leonardo (+0,6%), bene gli altri titoli del settore aerospaziale, da Rolls Royce (+4,93%) a Thales (+2,66%) ed Airbus (+2,16%). Segno meno per gli estrattivo-minerari Antofagasta (-2,3%), Rio Tinto (-2,11%), e Anglo American (-0,75%) dopo il blocco alle contrattazioni del nichel disposto dalla Borsa dei Metalli di Londra.

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