Corte Conti Ue, Bruxelles carente su sorveglianza post-aiuti

Non monitorati bene rischi rimborso e riforme del programma

Redazione ANSA

BRUXELLES - La Corte dei conti europea ha esaminato l'impostazione, l'attuazione e l'efficacia della sorveglianza post-programma per i cinque Stati membri che hanno ricevuto assistenza finanziaria dopo la crisi finanziaria del 2008 (Irlanda, Portogallo, Spagna, Cipro e Grecia), ed ha concluso che lo strumento è adeguato ma l'efficienza è compromessa da obiettivi poco chiari e attuazione non sufficientemente snella e mirata.

La Corte spiega che l'analisi della Commissione sulla situazione di uno Stato membro non si è focalizzata abbastanza sulla capacità dei Paesi di rimborsare i prestiti. Anche se la Commissione ritiene che il rischio per il rimborso dei prestiti sia basso, non può sospendere né ridurre la frequenza con cui stila le relative relazioni, secondo gli esperti.

Inoltre, per i quattro Stati membri sottoposti alla sorveglianza post-programma, la Commissione non ha formalmente specificato quali riforme strutturali intendesse monitorare. In alcuni casi, aveva monitorato riforme attuate che non rientravano fra quelle convenute nel programma di aggiustamento macroeconomico. La Corte raccomanda quindi di rivedere i processi e la normativa applicabile, soprattutto per integrare le attività di sorveglianza nel semestre europeo.

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