Premier Kosovo, respinto nostro accordo di pace

Vucic, sessione di dialogo molto negativa

Redazione ANSA

BRUXELLES Il Kosovo ha proposto un accordo di pace in sei punti all'incontro con il capo di Stato della Serbia, Aleksandar Vucic, che "è stato respinto senza essere letto", a dimostrazione della "loro riluttanza a raggiungere un'intesa". E' quanto sostiene il premier kosovaro Albin Kurti parlando alla stampa locale al termine del nuovo round di negoziati del dialogo Belgrado-Pristina mediato dall'Ue, che ha avuto luogo oggi a Bruxelles. "Abbiamo concordato che a fine agosto si riuniranno i rappresentanti delle nostre delegazioni e a settembre ci sarà un incontro tra i nostri leader. Non capisco perché dovremmo avere paura di affrontare il passato quando sappiamo di avere problemi col passato. È un peccato che non abbiamo raggiunto un accordo reciproco. La parte serba si è fortemente opposta", ha concluso Kurti.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic si è espresso in termini molto negativi sulla nuova sessione negoziale di oggi a Bruxelles con la parte kosovara, nell'ambito del dialogo facilitato dalla Ue. Citato dai media a Belgrado, Vucic ha detto che la delegazione di Pristina, guidata dal premier Albin Kurti, ha respinto una proposta in tre punti avanzata dai mediatori europei, accusando la Serbia di essere responsabile di tre genocidi. La proposta Ue, ha precisato, si riferiva all'intensificazione degli sforzi comuni per l'identificazione dei resti delle persone scomparse, all'impegno ad astenersi da azioni che potrebbero destabilizzare la situazione sul territorio, e ad incontri regolari tra i capi delegazione una volta al mese.

Ma la parte kosovara, ha detto Vucic, non ha accettato tale proposta, tornando sulle accuse di triplice genocidio alla Serbia. Il primo l'avrebbe compiuto nel 1878 dopo l'indipendenza ottenuta al congresso di Berlino, il secondo durante le guerre balcaniche e la prima guerra mondiale, e il terzo nel 1999 nel conflitto armato conclusosi con i raid aerei della Nato. "Non hanno fatto altro che chiedere alla Serbia di rispondere del suo passato", proponendo di includere nel processo dialogo altri esponenti serbi - ha affermato il presidente serbo, che ha parlato di incontro molto negativo in tutti i sensi.

 "L'incontro è stato difficile e ha mostrato approcci molto diversi delle due parti alla normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo. Di conseguenza, abbiamo compiuto pochissimi progressi oggi. Sono state discusse diverse proposte, ma il solo risultato di cui posso riferire oggi è che il dialogo continuerà". Così il rappresentante speciale Ue per il dialogo Belgrado-Pristina, Miroslav Lajcak, in una dichiarazione al termine del secondo round di negoziati, cui hanno preso parte il capo di Stato della Serbia, Aleksandar Vucic, e il premier del Kosovo, Albin Kurti, alla presenza di Lajcak e dell'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell. "Le parti - ha proseguito Lajcak - hanno concordato che i capi negoziatori si incontreranno ogni mese, con la mediazione dell'Ue, per affrontare le questioni attuali e per preparare incontri di alto livello. Entrambi i leader, inoltre, hanno concordato di incontrarsi di nuovo a settembre". "Per noi, Unione europea, è importante sottolineare che il futuro in Ue di Serbia e Kosovo dipende dalla normalizzazione dei loro rapporti. Ci aspettiamo da ambo le parti di lavorare insieme per superare il retaggio del passato e risolvere tutte le questioni ancora aperte", ha concluso.

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