Corte Ue, valutare casi concreti per concedere asilo

Su richiedenti in fuga da guerre non limitarsi a calcolo vittime

Redazione ANSA

BRUXELLES - Davanti a una domanda di protezione di migranti in fuga dalle guerre, "per valutare il rischio conseguente al conflitto armato occorre considerare il caso concreto e non limitarsi ad applicare criteri quantitativi 'standard', quale una soglia minima di vittime civili". È quanto ha stabilito in sintesi la Corte di giustizia Ue esprimendosi sul caso di due civili afgani che si sono visti respingere le domande di asilo in Germania.

"Quando sono investite di una domanda di protezione sussidiaria, le autorità competenti degli Stati membri devono esaminare tutte le circostanze pertinenti che caratterizzano la situazione del Paese d'origine del richiedente per determinare il grado di intensità di un conflitto armato" poiché "la sistematica applicazione di un unico criterio quantitativo, quale una soglia minima di vittime civili, potrebbe escludere persone che hanno effettivamente bisogno di protezione", sottolineano i giudici Ue, precisando che una normativa nazionale secondo cui l'accertamento dell'esistenza di una 'minaccia grave e individuale' è subordinato al rapporto tra il numero di vittime civili e il numero totale di individui nella regione raggiunga una determinata soglia "è incompatibile con la direttiva" sulla protezione internazionale dei rifugiati.

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