Truppe russe al confine ucraino sul tavolo dei ministri degli esteri Ue

Nato, Russia limita accesso a Mar Nero, preoccupati

Redazione ANSA

BRUXELLES -  Gli sviluppi in Ucraina con il massiccio dispiegamento delle truppe russe ai confini del paese saranno il piatto forte in agenda della riunione dei ministri degli esteri europei lunedì prossimo che si terrà in videoconferenza. Lo hanno precisato fonti europee annunciando che i titolari delle diplomazie dei 27 avranno anche uno scambio di vedute con il ministro degli esteri di Kiev.

Le stesse fonti hanno ribadito che la presenza delle truppe di Mosca ai confini ucraini è fonte di estrema preoccupazione per Bruxelles che segue da vicino l'evolversi della situazione, definendo le manovre russe una mossa unilaterale. Riguardo a possibili ed eventuali sanzioni nei confronti della Russia le stesse fonti hanno precisato che lunedì non ci sarà alcuna decisione in merito e nessuna adozione di nuove misure. Sugli sviluppi nel mare di Azov, definiti preoccupanti dalla Ue, i 27 ne discuteranno con il ministro degli esteri ucraino.

"Siamo preoccupati per le notizie secondo cui la Russia intende limitare l'accesso a parti del Mar Nero e dello stretto di Kerch. Sarebbe una mossa ingiustificata e parte di un modello più ampio di comportamento destabilizzante da parte della Russia". Lo afferma la portavoce della Nato, Oana Lungescu commentando le notizie sui piani della Russia per limitare l'accesso marittimo a parti del Mar Nero, "Chiediamo alla Russia di garantire il libero accesso ai porti ucraini nel Mar d'Azov e di consentire la libertà di navigazione - aggiunge Lungescu -. Dalla sua annessione illegale della Crimea, la Russia ha notevolmente aumentato la sua presenza militare su e intorno alla penisola. La militarizzazione in corso da parte della Russia della Crimea, del Mar Nero e del Mar d'Azov sono ulteriori minacce all'indipendenza dell'Ucraina e minano la stabilità della regione più ampia. Chiediamo alla Russia di allentare immediatamente l'escalation, di interrompere il suo modello di provocazioni e di rispettare i suoi impegni internazionali".

 

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