Recovery: Conte, modello Ue temporaneo diventi strutturale

Sassoli, l'Ue avrà bisogno di nuove invenzioni sul debito

Redazione ANSA

L’Italia è tra i maggiori beneficiari delle risorse europee, con 209 miliardi da Next Generation EU, di cui 81 a fondi perduto, 27 miliardi da Sure e più di 40 dalla Bei, oltre ad essere il Paese più sostenuto dall’azione della Bce. Una rilevante parte di questi fondi è condizionata dalla presentazione di un Piano Nazionale coerente con la strategia europea per la ripartenza, che includa anche delle riforme indispensabili per massimizzare l’impatto degli aiuti europei.

Questo il tema di confronto tra i rappresentanti delle istituzioni Ue, nazionali e locali e le categorie economiche del webinar organizzato dal Parlamento europeo, in collaborazione con la Commissione europea e il Corriere della Sera. Le conclusioni sono state affidate al presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, e al premier Giuseppe Conte.

Il commissario Ue al Bilancio, Johannes Hahn, ha riferito che "l'Italia ha già mandato una bozza di piano di riforme e ora la Commissione la analizzerà". "E' importante che il programma di riforme" italiano "sia davvero dedicato e rivolto a una platea di beneficiari ampia", ha sottolineato Hahn, precisando che usare le risorse "sarà una sfida" per il governo e "l'obiettivo" del piano "dovrebbe essere quello di agevolare la ripresa del Paese ma anche di renderlo più resiliente". 

"La sfida prossima è non accontentarsi di quel che è stato. Come ho già anticipato al Parlamento italiano, dobbiamo porci un orizzonte più ampio. Bisogna procedere in modo ambizioso traducendo il modello che oggi appare temporaneo, in modello ordinario. L'approccio euro-unitario deve raggiungere i caratteri della strutturalità, dobbiamo lavorare nella conferenza per il futuro dell'Europa", ha detto il premier Conte. "Bisogna tradurre il meccanismo di investimento con debito Ue deve avere una stabilità. Dobbiamo rendere più armonico sul piano fiscale lo spazio comune. Dobbiamo rendere lo stesso Mes da intergovernativo a euro-unitario".

L'Europa "avrà bisogno di nuove invenzioni" e di "riprendere alcuni dibattiti del passato, che riguardano il criterio su cui valutare la crescita e su cui contenere il debito", ha detto Sassoli. "Si possono fare tante cose senza mettere in discussione i conti e l'ordine con cui devono essere mantenuti", ha spiegato il presidente del Pe, sottolineando che non si parla "dell'autonomia e dell'indipendenza della Bce, ma di meccanismi che dovranno essere inventati". "Mutualizzare le spese che tutti i Paesi stanno sostenendo con fatica non può essere considerato un tabù - ha aggiunto -. Mi dispiace vedere tanti sacerdoti dell'ortodossia finanziaria alzare il ditino, se avessimo dato retta a loro a marzo non avremmo iniziato una nuova storia dell'Europa". 

Nella gestione della crisi pandemica "abbiamo visto una grande concentrazione da parte delle istituzioni Ue" ed è "la stessa che chiediamo adesso agli Stati nazionali perché adesso la partita si gioca nei Ventisette, nella messa a punto dei loro piani nazionali, nella loro definizione e compatibilità con gli obiettivi europei", ha proseguito Sassoli. "Oggi dobbiamo avere la consapevolezza che l'agenda del prossimo anno saremo noi a scriverla, senza allentare la tensione e la concentrazione", ha aggiunto Sassoli, che ritiene "positivo" il bilancio di fine anno di quanto fatto a livello europeo. Tuttavia, avverte, l'Ue non deve sentirsi "appagata" perché "il prossimo anno sarà altrettanto terribile e non sappiamo quanto le condizioni di vita dei nostri cittadini peggioreranno e tutti gli indicatori ci dicono che probabilmente lo faranno". 

"Vorremmo che con la presidenza portoghese" che inizia a gennaio "ci fosse il via libera alla Conferenza sul futuro dell'Europa per ripensare ad alcuni meccanismi della democrazia europea", come il diritto di veto, "che devono essere rivisti profondamente", ha aggiunto ancora il presidente del Parlamento Ue. "Una democrazia che viene bloccata dal diritto di veto perde la propria funzione, non fa innamorare nessuno, perché la democrazia deve dare risposte. Ed è invece nostro compito rafforzare il legame sentimentale tra i cittadini e le istituzioni", ha detto Sassoli, sottolineando che "l'Europa non può prescindere dai suoi cittadini".

"Il nostro Paese sta affrontando con grande serietà questa opportunità" del piano per la ripresa "perché investire le risorse del Recovery e non soltanto spenderle è il tema centrale della politica di governo" per "garantire alle nostre imprese di aprirsi a scenari di crescita che fino a oggi non sono stati consentiti", ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. "Grazie al nuovo approccio Ue finalmente possiamo contare su alcune risorse" che "in passato" erano "impensabili per provare a ricucire le fratture dei nostri sistemi produttivi", ha sottolineato Patuanelli, spiegando che le misure proposte dal Mef si basano su "digitalizzazizione e innovazione del sistema produttivo, transizione verde e rafforzamento del sistema d'impresa". 

RIVEDI LA DIRETTA

Partecipano:

Fabio Massimo Castaldo - vicepresidente del Parlamento europeo
Johannes Hahn - commissario europeo al Bilancio
Stefano Patuanelli - ministro dello Sviluppo economico
Antonio Tajani - parlamentare europeo, presidente di Afco
Irene Tinagli - parlamentare europea, Presidente della Commissione Econ
Elly Schlein - vicepresidente dell’Emilia Romagna
Tiziana Beghin - parlamentare europea, capo delegazione Movimento 5 Stelle
Rappresentanti del mondo produttivo

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