Brexit: Johnson contiene per ora rivolta, ma non è finita

Maggioranza Tory a + 77 con malumori. E legge resta sotto tiro

Redazione ANSA

LONDRA - Solo due ribellioni a viso aperto, ma con circa 20 astensioni di avvertimento. E' stata una rivolta contenuta, secondo i calcoli mediatici del giorno dopo, quella registrata ieri sera in casa Tory sul contestato disegno di legge del governo di Boris Johnson che mira a rimettere in discussione attraverso una norma nazionale e a dispetto dell'ira di Bruxelles, alcuni degli impegni sottoscritti sul dopo Brexit nell'Accordo di Recesso con l'Ue: in particolare sullo status commerciale e doganale dell'Irlanda del Nord. L'Internal Market Bill è passato nella lettura introduttiva con 340 sì contro 263 no e una comoda maggioranza di più 77, sebbene inferiore a quella teorica di circa 90. Ma se i no espliciti fra i deputati conservatori sono stati solo due (dei peones Roger Gale e Andrew Percy, ora in via di espulsione dal gruppo), altri 30 compagni di partito non hanno votato: con vari assenti giustificati, ma anche una ventina d'astensioni di protesta, incluse quelle di veterani di governo come Sajid Javid o l'ex attorney general (e convinto brexiteer) Geoffrey Cox. 

Sul progetto di legge dell'Internal market bill "aspettiamo di vedere gli sviluppi a Londra. Il nostro punto di vista è stato reso noto in modo estremamente chiaro", ha detto il portavoce della Commissione europea, Eric Mamer.

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