Bielorussia: Ue non riconosce le elezioni del 9 agosto

Michel, Ue imporrà sanzioni

Redazione ANSA

BRUXELLES - Le elezioni svoltesi il 9 agosto scorso non solo non sono state libere, corrette e rispondenti ai criteri internazionali, ma anche falsificate. Questo il messaggio lanciato dai presidenti del Consiglio Europeo Charles Michel e della Commissione Ursula von der Leyen al termine del summit straordinario svoltosi oggi in video conferenza per fare il punto sulla crisi in atto in Bielorussia.

L'Ue imporrà sanzioni contro i responsabili delle violenze e delle violazione dei diritti civili in Bielorussia, lo ha annunciato Michel.

La video conferenza si è aperta con l'intervento del presidente del Pe David Sassoli. Sul tavolo del summit diverse ipotesi tra cui la possibile adozione di misure sanzionatorie nei confronti dei responsabili delle gravi violazioni dei diritti umani verificatesi in questi giorni nel Paese.

"Il futuro della Bielorussia può essere deciso solo dai suoi cittadini", eventuali interventi esterni "non sarebbero tollerabili", ha detto il presidente dell'Europarlamento nel suo video intervento. L'Ue ha il dovere di "sostenere la richiesta dei cittadini di poter svolgere al più presto nuove elezioni e garantire che gli atti di violenza e tortura siano accertati e puniti" anche attraverso l'adozione di sanzioni "al più presto".

Per Sassoli, il ricorso a "misure sanzionatorie" deve servire "per accertare e punire le gravi violazioni dei diritti umani, considerando anche l'opportunità di intervenire congelando il patrimonio di coloro che stanno abusando del loro potere e violando le libertà fondamentali dei cittadini". "Migliaia di persone - ha ricordato il presidente del Pe - sono in strada da ormai 10 giorni per protestare non solo contro elezioni truccate, come certificato da tutti gli osservatori internazionali, ma soprattutto contro la brutalità e la violenza del regime. Le scene che vediamo e le storie che ci vengono raccontate, quelle di torture e violenze contro pacifici manifestanti, sono orribili e hanno provocato emozione nelle nostre opinioni pubbliche".

"I timori di una escalation di attività repressive e militari sono molto forti - ha proseguito Sassoli - e a quanti credono di poterci dividere voglio dire subito che non vi sono europei tranquilli: tutti gli europei sono preoccupati, allarmati e i nostri sentimenti saranno confermati anche nelle conclusioni di questo Consiglio".

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