Coronavirus, partita la maratona di raccolta fondi per un vaccino

Ursula von der Leyen: dalla Ue 1 miliardo di euro. Conte, unica opzione è cooperazione e l'Italia mette a disposizione 140 milioni

Redazione ANSA

"In poche ore abbiamo raccolto 7,4 miliardi di euro, per vaccini, diagnostica, e terapia, lavorando tutti insieme. Ma servirà di più, questo è solo un primo sprint". Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine della maratona per la raccolta fondi World against Covid-19. "In questa maratona" per la raccolta fondi contro il coronavirus "abbiamo bisogno che tutti siano a bordo, e ho appena ricevuto un messaggio da Madonna che ha annunciato un contributo di un milione di dollari al coronavirus global response e questo ci dimostra che la risposta globale include anche la società civile e la comunità globale di cittadini". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine della maratona per la raccolta fondi World against Covid-19.

"Il 4 maggio segnerà una svolta nella lotta contro il coronavirus, i partner sono molti ma il fine è unico". Così la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, annunciando la donazione di un miliardo di euro e dando il via alla maratona per la raccolta fondi World against Covid-19, per lo sviluppo di un vaccino. "Dobbiamo unire le forze e donare. Dobbiamo raggiungere almeno 7,5 miliardi di euro, o 8 miliardi di dollari".

Il vaccino contro il Coronavirus "deve essere trattato come un bene globale, accessibile a tutti e per tutti". Oggi abbiamo l'obiettivo iniziale di raccogliere "otto miliardi di dollari", ma ne servono molti di più e per questo occorrono altri sforzi. Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, intervenendo alla maratona.

"Quella di oggi è un'iniziativa storica". Affrontare questa sfida contro il Covid-19 "ciascuno per sé sarebbe un errore. Non ne possiamo che uscire tutti insieme. La Francia farà la sua parte, rafforzeremo il nostro sostegno per i due anni prossimi all'Oms e doniamo 500 milioni di euro alla raccolta fondi World against Covid-19". Così il presidente francese Emmanuel Macron.

Per lo sviluppo di un vaccino contro il Covid-19 "occorre un urgente sforzo globale. Questa non è una competizione tra Paesi". Così il premier britannico, Boris Johnson.

L'Italia "darà un contributo di 10 milioni di euro alla Cepi (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) per "accelerare la ricerca per un vaccino. Darà un contributo di 10 mln di euro all'Oms, per sostenere i Paesi più vulnerabili nella risposta al Covid-19. Assegneremo mezzo milione di euro al Fondo globale per il meccanismo di risposta al Covid-19. Ci impegniamo a dare un contributo di 120 milioni di euro nei prossimi 5 anni all'alleanza Gavi per l'immunizzazione globale dal Covid". Lo annuncia Giuseppe Conte alla maratona per la raccolta fondi World against Covid-19. "L'Italia vuole avere un ruolo speciale" negli sforzi per "assicurare un accesso equo e universale a vaccini, cure e diagnosi" sul Covid-19, aggiunge il premier. L'Italia vuole avere questo ruolo "non solo come Paese che, sfortunatamente, ha raccolta grande esperienza nella lotta al virus e ora e pronto a condividere questa esperienza ma anche per la presidenza del G20 2021 in arrivo. L'Italia è pronta a fare la sua parte, insieme ce la faremo", aggiunge.

 

L'INTERVISTA - Solo il vaccino ci può salvare, ma bisogna fare in fretta. E il contributo dell'Italia, con le sue eccellenze nel campo scientifico, può essere di grande aiuto per arrivare a risultati concreti al più presto, comunque entro la fine dell'anno. Questa, in sintesi, la posizione espressa dalla commissaria Ue alla ricerca e alla cultura Mariya Gabriel in un'intervista all'ANSA. 

In vista della conferenza internazionale dei donatori di oggi per mobilitare le risorse necessarie a condurre la battaglia della scienza contro il Covid-19, la commissaria ha fatto il punto sulle iniziative già messe in campo per arrivare a trovare un vaccino nei prossimi mesi. "Dobbiamo svilupparlo al più presto - ha detto Gabriel - produrlo e distribuirlo in ogni singolo angolo del mondo". Per questo, secondo quanto dicono gli scienziati, servono almeno 7,5 miliardi di euro, ma anche una stretta collaborazione tra i migliori ricercatori del mondo e in questo contesto "l'Italia è molto coinvolta".

La 'Coronavirus Global Response', come è stata battezzata l'iniziativa che sarà presentata oggi, punta a mettere insieme le forze di governi, aziende, artisti e cittadini per attivare una campagna di raccolta fondi, da aggiungere ai 380 milioni di euro già mobilitati da Bruxelles, per sostenere la ricerca su tre fronti: diagnostica, trattamenti e vaccini. In questa battaglia, ha sottolineato Gabriel, sono già impegnati alcuni dei migliori cervelli e istituti universitari italiani.

"La società farmaceutica milanese Dompè - ha ricordato la commissaria - guida una piattaforma europea di supercalcolo intelligente, la Exscalate4CoV, che ha vinto un finanziamento da tre milioni di euro attraverso il bando d'emergenza del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020". L'obiettivo è identificare rapidamente molecole efficaci contro il coronavirus e farmaci per il trattamento della popolazione infetta.

"Al progetto - ha detto ancora Gabriel - partecipano i ricercatori del consorzio interuniversitario Cineca di Bologna, il Politecnico e l'Università di Milano, la Federico II di Napoli, l'Università di Cagliari, l'associazione BigData, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare(Ifn) e l'Istituto Spallanzani di Roma". Una cooperazione che coinvolge ben 18 partner di 7 paesi dell'Ue (Belgio, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera). Si tratta, secondo gli esperti, della piattaforma di supercomputer più performante al mondo: ha la capacità di valutare 3 milioni di molecole al secondo ed ha una biblioteca chimica contenente oltre 10mila farmaci e 500 miliardi di molecole.

Al momento si sono individuate già 100 potenziali molecole antivirali che sono oggetto di screening biologico nei laboratori dell'Università KU Leuven in Belgio, del Fraunhofer IME in Germania e dell'Università di Cagliari. "I primi test saranno completati entro le prossime settimane", ha detto ancora la commissaria. "Le molecole selezionate passeranno poi ai test clinici, allo scopo di poter identificare una cura sicura per l'uomo, possibilmente pronta a essere utilizzata sui pazienti entro tre mesi. Anche l'ENI contribuirà con la propria infrastruttura di supercalcolo".

Oltre a Exscalate4Cov, l'Italia è in prima linea con il progetto Coronadx in cui l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e la Fondazione Icons di Lodi collaborano con altri sei gruppi di ricerca Ue e cinesi per elaborare strumenti per una rapida diagnosi. Mentre il Policlinico San Matteo di Pavia partecipa al progetto Atac per sviluppare l'immunoterapia passiva per il coronavirus. IGEA, una società con sede a Carpi, collabora poi a Opencorona, per la ricerca di un vaccino contro il Covid-19: i ricercatori inizieranno i test su animali entro un paio di settimane e eventualmente le prime sperimentazioni sull'uomo partiranno nel 2021.

"Siamo orgogliosi dei nostri ricercatori, l'Europa è la loro casa, il posto per il talento" ha quindi concluso Gabriel auspicando che gli sforzi intrapresi riescano a dare i frutti sperati al più presto per liberare il continente e l'intero pianeta dalla peggiore pandemia dell'ultimo secolo.

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