Libia: missione Irini non prevede sbarchi in Italia

Se ci saranno migranti salvati, andranno in Grecia

Redazione ANSA

BRUXELLES - La missione Ue Irini per il pattugliamento del Mediterraneo al fine di far osservare l'embargo Onu sulle forniture di armi alla Libia non prevederà lo sbarco in Italia di migranti eventualmente salvati in mare. A quanto si è appreso, queste persone saranno sbarcate in Grecia. E' una delle clausole previste nel quadro dell'accordo raggiunto in sede Ue che porterà Irini a succedere alla missione Sophia e che ora dovrà essere approvato in via definitiva dai 27 entro domani con procedura scritta.

L'intesa raggiunta prevede che i Paesi che contribuiscono con asset e partecipano alla missione Irini definiscano un meccanismo di ripartizione su base volontaria di chi viene eventualmente salvato in mare e che comunque sarà sbarcato in Grecia. Una soluzione che sarebbe stata accettata da Atene in cambio di compensazioni politiche ed economiche. Da parte italiana è stato fatto notare che, anche alla luce dell'emergenza coronavirus, non era pensabile che si potesse procedere a sbarchi nei porti nazionali.

Per arrivare all'accordo odierno sono stati necessari difficili negoziati, che si sono protratti per settimane, sia sulla questione degli sbarchi sia su quella della clausola cosiddetta di 'riposizionamento' della missione. Una clausola destinata a scattare qualora il comandante di Irini abbia fondati motivi per denunciare il verificarsi del 'pool factor', ovvero quella circostanza in cui si ritiene che il collocamento di navi Ue in prossimità del confine marittimo libico incentivi i trafficanti di essere umani a mettere in mare imbarcazioni cariche di migranti sapendo che poi saranno salvati dalle unità europee. In questo caso, l'intesa prevede che il comandante della missione Ue possa chiedere il riposizionamento dei mezzi navali e discutere con i Paesi che partecipano a Irini se e come portare eventualmente avanti la missione. 

Se l'intesa riceverà il via libera dei 27 entro domani attraverso la procedura di silenzio-assenso, Irini (che vuol dire 'pace' in greco) succederà alla missione Sophia a partire da aprile e avrà un mandato di un anno, con verifiche sulla sua operatività ogni quattro mesi. La missione, a cui oltre all'Italia parteciperanno Paesi come Francia, Spagna Germania e Finlandia, prevede l'impiego di unità navali e di controlli satellitari, nonché il ricorso ad attività di intelligence. Previste anche attività sul territorio che potranno però essere rese operative solo dopo le necessarie intese con le autorità locali.

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