Migranti: Commissione Ue lancia Piano europeo aiuto a Grecia

Commissaria Johansson, i nostri confini non sono aperti. Ministri Interni Ue riuniti a Bruxelles

Redazione ANSA

BRUXELLES - La "rapida" mobilitazione di asset della guardia costiera e di frontiera europea (Frontex), compreso l'arrivo di 100 nuove unità, il coordinamento di un nuovo programma di rimpatrio dei migranti che non hanno diritto di restare sul suolo europeo, ma anche lo stanziamento immediato di 350 milioni di euro per sostenere la gestione delle frontiere. Questi i punti principali del Piano d'azione a supporto della Grecia adottato oggi dalla Commissione europea e messo sul tavolo del Consiglio straordinario dei ministri Ue dell'interno a Bruxelles. "La Grecia sta affrontando una sfida incredibilmente impegnativa, senza precedenti, e questo difficile compito non può ricadere solamente sulle spalle del Paese", ha dichiarato il vicepresidente responsabile del dossier, Margaritis Schinas. L'esecutivo ha anche avviato - su richiesta delle autorità greche - il Meccanismo di protezione civile per fornire assistenza al Paese in termini di forniture mediche, tende, coperte e altro materiale. E' stato poi chiesto all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (Easo) di "accelerare" il dispiegamento di circa 160 funzionari sul terreno.

"I confini della Ue non sono aperti e non devono esserlo, ci troviamo ad affrontare una pressione straordinaria ai confini perciò serve solidarietà. Dobbiamo proteggere i confini ma nel pieno rispetto dei diritti umani, non c'è contraddizione tra difendere i nostri confini e difendere i diritti umani": lo ha detto la commissaria Ue agli aiuti umanitari Ylva Johannson. "Dobbiamo essere consapevoli che dall'estrema destra direbbero che è impossibile difendere sia il diritto all'asilo che i confini. Non è vero, è assolutamente possibile stare dalla parte dell'asilo e proteggere i confini. Il diritto all'asilo non significa che Erdogan può mandare nella Ue quanti migranti vuole. Dobbiamo essere consapevoli della narrativa che ci porta verso false soluzioni", ha detto Johannson. "La situazione" in Grecia "è molto preoccupante", ha detto la commissaria, spiegando che ai confini ci sono "molte persone spinte da false promesse, che ora si trovano intrappolate nelle circostanze". Per Johannson ora è importante concentrarsi su questa situazione "perché questa crisi non si trasformi in una crisi umanitaria". 

"Ora sono più ottimista di prima" sull'approvazione da parte degli Stati Ue di un nuovo Patto europeo sulla migrazione che garantisca un approccio "olistico" alla questione, "che non significa essere molto ottimista, perché il compito che abbiamo davanti è molto difficile", ha aggiunto la commissaria. Tuttavia, "metteremmo l'Ue in una situazione molto difficile se portassimo avanti una proposta che venisse bloccata di nuovo" dai Paesi, come accaduto con l'esecutivo precedente. "Ciò che io e il vicepresidente della Commissione Ue, Margaritis Schinas, abbiamo sentito durante il nostro dialogo con tutti gli Stati membri" negli scorsi mesi, ha proseguito Johannson, "è la volontà di fare dei compromessi e trovare un terreno comune. Credo che tutti gli Stati abbiano compreso che la situazione di stallo attuale costa molto in termini di fiducia fra Paesi". "Abbiamo cambiato approccio" rispetto al precedente esecutivo, ha precisato la commissaria, "cercando di parlare con i Paesi prima di presentare la nuova proposta". Serve un compromesso che "non sarà amato da tutti ma che può essere accettato da tutti".

"Vogliamo portare un messaggio di solidarietà verso la Grecia che affronta una pressione migratoria importante, ma anche un messaggio di fermezza nei confronti della Turchia" affinché "applichi pienamente l'accordo del 2016 e si assuma tutti i suoi impegni e non giochi con la vita di uomini e donne che nel" viaggio "verso l'Europa rischiano la vita", ha detto il ministro dell'Interno francese Christophe Castaner entrando al consiglio Affari interni straordinario a Bruxelles. "La Francia ha richiesto questa riunione dei ministri dell'Interno per affrontare un tema preoccupante che riguarda la frontiera turca verso l'Europa - ha aggiunto -. I nostri pensieri vanno anche ai 900mila, un milione di rifugiati interni da Idlib che sono le prime vittime di questo conflitto". Castaner ha infine aggiunto che parlato di un "messaggio di esigenza affinché l'Europa possa mostrarsi all'altezza della sua capacità nel far rispettare le sue frontiere". 

"La situazione" al confine greco-turco "deve essere stabilizzata, poi dobbiamo affrontare il problema umanitario in modo tempestivo", con "una soluzione europea" che coinvolga "il maggior numero possibile" di Stati, ha detto il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, rispondendo a Bruxelles a chi chiedeva spiegazioni sulla volontà della Germania di accogliere i bambini dalla Grecia. "Il mio motto per 5 anni è sempre stato: umanità e ordine", ha aggiunto Seehofer, sottolineando che "l'ordine ai confini è importante come l'umanità", in particolare "sui bambini". Secondo il ministro, il modello a cui ispirarsi per l'accoglienza dei minori è la coalizione informale già messa in atto da alcuni Stati membri nelle operazioni di soccorso in mare. In quel caso, ha detto, "abbiamo visto che non è necessario che tutti gli Stati membri partecipino".

Appello sui minori anche dal ministro degli Interni del Lussemburgo, Jean Asselborn, che ha proposto che ogni Paese Ue accolga dieci giovani rifugiati dalla Grecia per ogni mezzo milione di abitanti. "Possiamo aiutare la Grecia non solo attraverso i soldi", ha detto a Bruxelles. Asselborn ha già annunciato che il Lussemburgo accoglierà dieci minori non accompagnati del campo di Moria, sull'isola di Lesbo. "Non risolveremo il problema da soli come Lussemburgo, ma è un segnale", ha detto, sottolineando che la situazione al confine tra la Turchia e la Grecia è "orribile".

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