Cina denuncia la 'disinformazione' Usa contro Huawei

Ambasciatore cinese in Ue accusa Pompeo di 'caccia alle streghe'

Redazione ANSA

BRUXELLES, 5 DIC - Il capo della missione diplomatica cinese presso l'Unione Europea, Zhang Ming, ha denunciato la campagna di disinformazione condotta dal segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, contro la Cina e in particolare contro il colosso tecnologico cinese Huawei, definendola una vera e propria "caccia alle streghe".

"Nonostante la caccia alle streghe in corso e il risalto sui media, nessun singolo Paese o individuo ha ancora fornito alcuna prova concreta per dimostrare che Huawei rappresenti una minaccia per la sicurezza", ha scritto Zhang in una lettera inviata al direttore di Politico che il 2 dicembre ha pubblicato un editoriale in merito firmato dal segretario Usa. Secondo l'accusa di Zhang, nell'articolo, intitolato 'Sul 5G l'Europa deve dare priorità alla sicurezza', Pompeo ribadiva la propria campagna di disinformazione contro la Cina e le società cinesi, arrivando ad affermare che Huawei ha "presumibilmente rubato proprietà intellettuale" da Paesi come Germania, Israele e Regno Unito.

Il capo della missione diplomatica cinese presso l'Unione Europea ha respinto tali affermazioni, definendole "quanto di più lontano dalla verità". "E' solo l'ultimo esempio offerto dalla massima autorità diplomatica degli Stati Uniti, che alza il tiro per gettare fango sulla Cina". "Come riportato a maggio dal quotidiano tedesco Der Tagesspiegel, il governo britannico, l'Ufficio Federale tedesco per la Sicurezza Informatica e la Commissione europea non sono riusciti a trovare alcuna backdoor (metodo per aggirare il sistema) negli Huawei", ha scritto l'ambasciatore cinese.

"Mentre Pompeo attacca il Partito comunista cinese e rivendica con orgoglio la statura morale degli Stati Uniti, dimentica il famigerato programma di sorveglianza PRISM della NSA (la National Security Agency statunitense) e l'intercettazione dei più stretti alleati dell'America". Secondo il diplomatico cinese, "gli sforzi di Pompeo minano il concetto stesso di sicurezza nazionale".

Il segretario di Stato Usa, ha accusato Zhang, "sta sfruttando la crescente consapevolezza dell'opinione pubblica sulla sicurezza tecnologica per promuovere la propria agenda politica". "Se la logica di Pompeo è valida, anche una bottiglia di vino prodotta in un Paese con un diverso sistema politico potrebbe risultare velenosa", ha scritto l'ambasciatore. "In tal caso, non possiamo fare a meno di chiederci: viene prima la sicurezza o prima l'America?". 

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