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Brexit: c'è l'accordo; Commissione Ue, 'progresso sufficiente'

Ora spetterà a 27 a vertice del 15 decidere su seconda fase

08 dicembre, 18:30
Theresa May e Jean-Claude Juncker Theresa May e Jean-Claude Juncker

BRUXELLES - C'è l'accordo sulla Brexit. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker dopo l'incontro con la premier britannica Theresa May a Bruxelles. "E' stato un negoziato difficile, ma ora abbiamo una prima svolta, sono soddisfatto dell'accordo equo che abbiamo raggiunto con la Gran Bretagna", ha dichiarato Juncker.

 

E' giunto ora il momento di "guardare al futuro in cui la Gran Bretagna è un amico e un alleato", con un "periodo di transizione", ma "faremo un passo dopo l'altro". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, sottolineando che "ora ci stiamo tutti muovendo verso la seconda fase" e questo "sulla base di una fiducia rinnovata".

 

"Abbiamo lavorato duro" per arrivare a un accordo sulla Brexit, "non è stato facile per entrambe le parti", ma ora ci siamo. Così la premier britannica Theresa May dopo l'incontro con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. L'accordo stretto tra Ue e Gran Bretagna "garantisce i diritti di oltre 3 milioni di cittadini Ue che vivono in Gran Bretagna", a cui "si applicherà il diritto britannico in corti britanniche", ha affermato May. Per quanto riguarda il 'conto' del divorzio, "un'intesa equa per i contribuenti britannici che consentirà di investire di più nelle priorità nazionali".

 

Una "buona notizia per i cittadini". Così il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani ha accolto con un tweet l'accordo sulla Brexit annunciato stamane da Juncker e May. "Il Parlamento presenterà una risoluzione con la sua posizione mercoledì prossimo, prima del vertice Ue", ha aggiunto. "Ho appena parlato con May della Brexit", ha scritto ancora Tajani. "Andremo avanti con spirito costruttivo lavorando per il nostro comune futuro".

 

 

La Commissione Ue raccomanda al Consiglio europeo a 27 di dichiarare che è stato fatto "progresso sufficiente" sui diritti dei cittadini, il 'conto' del divorzio e la questione irlandese nella prima fase dei negoziati dell'articolo 50 sulla Brexit. Ora spetta al vertice a 27 del 15 dicembre decidere se così è, per dare il via libera alla seconda fase dei negoziati sulle relazioni future dell'Ue con la Gran Bretagna. Lo comunica la Commissione Ue in una nota.

 

La Commissione - si legge in una nota - ritiene che siano stati compiuti progressi sufficienti su ciascuno dei tre temi prioritari indicati negli orientamenti del Consiglio europeo del 29 aprile 2017: diritti dei cittadini, dialogo su Irlanda/Irlanda del Nord e liquidazione finanziaria. Il negoziatore della Commissione ha assicurato che i cittadini dell'UE che vivono nel Regno Unito saranno tutelati nella loro scelta di vita: anche dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione, i cittadini dell'UE che vivono in tale paese e i cittadini britannici che vivono nell'UE a 27 manterranno gli stessi diritti. La Commissione si è altresì accertata che le procedure amministrative siano poco onerose finanziariamente e semplici per i cittadini dell'UE nel Regno Unito. Riguardo alla liquidazione finanziaria, il Regno Unito ha convenuto che gli impegni assunti dall'UE a 28 saranno onorati dall'UE a 28, Regno Unito compreso. Quanto alla frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord, il Regno Unito riconosce la peculiarità della situazione irlandese e ha assunto impegni rilevanti per evitare che sia eretta una frontiera fisica.

 

La Gran Bretagna si è impegnata a "evitare che sia eretta una frontiera fisica" tra Irlanda e Irlanda del Nord. E' quanto si legge in un comunicato diffuso dalla Commissione Ue dopo l'incontro Juncker-May che ha consentito di trovare un accordo sulla Brexit da sottoporre al vertice Ue del 14-15 dicembre.

 

Ora è giunto il momento di "iniziare i negoziati sul periodo di transizione" per la Brexit, che la Gran Bretagna "ha chiesto di due anni in cui vuole rimanere membro dell'Unione doganale e del mercato interno, ma questo alle nostre condizioni". E "vogliamo anche iniziare a discutere sulle future relazioni tra Ue e Gran Bretagna". Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dopo l'incontro con la premier britannica Theresa May. Tusk raccomanderà l'adozione ai 27 del "progresso sufficiente" sulla prima fase.

 

Se Londra vuole restare nel mercato unico e nell'Unione doganale per altri due anni dallo scattare della Brexit nel marzo 2019, dovrà rispettare una serie di condizioni fissate dall'Ue. Queste sono, ha elencato Tusk: il rispetto di tutta la legislazione europea incluse le nuove misure, il rispetto degli impegni finanziari che implica la permanenza transitoria, la supervisione giuridica Ue e tutti gli obblighi a questa relativi, mentre l'Ue continuerà il suo processo decisionale e legislativo senza il Regno Unito a cui questo dovrà adeguarsi durante tutto il periodo transitorio. "Dobbiamo cominciare a discuterne il prima possibile", ha sottolineato Tusk. Per quanto riguarda le relazioni future, invece, ha avvertito il presidente Ue, "abbiamo bisogno di più chiarezza di cosa succederà quanto la Gran Bretagna lascerà il mercato unico e l'Unione doganale, per questo dobbiamo iniziare subito le discussioni esplorative". Le nuove relazioni per Tusk non dovranno limitarsi solo a quelle commerciali ma anche a sicurezza, difesa, politica estera, lotta al terrorismo e alla criminalità, su cui "il Consiglio dovrà adottare nuove linee guida all'inizio dell'anno prossimo" per condurre la seconda fase dei negoziati.

 

Il risultato dell'accordo ottenuto oggi sulla Brexit "è un successo personale della premier britannica Theresa May", ma "finora si è trattato della parte più facile del compito". E' il monito del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dopo l'incontro con May. Per arrivare all'intesa sul passato ci è voluto infatti "un anno e mezzo", e ora per definire il periodo di transizione e il futuro, "resta di fatto meno di un anno", ha avvertito Tusk.

 


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