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Brexit: Barnier, nessuna cifra su 'conto' Londra

'Stilata lista di impegni, numeri potrebbero variare'

08 dicembre, 16:42
Michel Barnier Michel Barnier

BRUXELLES - "Non ho mai dato cifre e non inizierò oggi": lo ha detto il capo negoziatore Ue per la Brexit, Michel Barnier in merito al 'conto' per l' uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Nel testo concordato tra le due parti, ha spiegato, è stata stilata una lista degli impegni di Londra rispetto al bilancio europeo. "Il Regno Unito - ha spiegato - contribuirà al bilancio nel periodo 2019-2020 come se fosse uno Stato membro", dopodiché saranno calcolati via via i passivi da coprire. "Non possiamo calcolare fin da ora le cifre in questione - ha sottolineato Barnier -, le cifre balleranno".

 

L'obiettivo dell'Ue è arrivare a ottobre 2018 a concludere il trattato sull'articolo 50 per l'uscita del Regno Unito. Lo ha detto il capo negoziatore, Michel Barnier. "Il documento congiunto firmato oggi - ha detto - potrebbe essere la base per il ritiro di Londra, ma c'è ancora lavoro da fare".

 

"Il Regno Unito è d'accordo che l'Irlanda del Nord mantenga una pieno allineamento con il mercato unico e l'unione doganale", ha detto il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit, Michel Barnier, presentato la dichiarazione congiunta siglata oggi con Londra. Il negoziato sull'Irlanda proseguirà anche nella seconda fase dei colloqui. "Nessuno deve sottovalutare le difficoltà del dossier - ha detto Barnier -, servono soluzioni creative".

 

La dichiarazione congiunta tra Regno Unito e Unione europea contiene "garanzie concrete per i cittadini" da entrambi i lati della Manica, ha aggiunto Barnier in conferenza stampa. Tra i punti condivisi: tutte le persone arrivate nell'Ue o nel Regno Unito prima della Brexit potranno continuare a lavorare o studiare, i membri della famiglia conserveranno il diritto alla riunificazione, saranno conservati i diritti alle prestazioni sociali. "Il trattato di ritiro - ha detto Barnier -sarà incorporato nel diritto britannico". La giurisdizione su eventuali controversie sui cittadini europei esarà quindi appannaggio dei giudici britannici, che potranno tuttavia facoltativamente, per un periodo di otto anni, un parere alla Corte di giustizia dell'Ue.

 


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