Percorso:ANSA > Europa > Altre news > Fonti Ue, a Roma manca interlocutore, troppi malintesi

Fonti Ue, a Roma manca interlocutore, troppi malintesi

Gentiloni, da Bruxelles polemiche inutili

18 gennaio, 19:07
Jean-Claude Juncker Jean-Claude Juncker

BRUXELLES - C'è preoccupazione nei piani alti delle istituzioni europee per i rapporti con l'Italia. Jean-Claude Juncker era e resta amico di Matteo Renzi ed il miglior alleato dell'Italia. Che però venerdì ha sostanzialmente perso la pazienza a causa di troppi malintesi nati perché Bruxelles non ha un interlocutore per dialogare con Roma sui dossier più delicati. Lo si apprende da fonti europee, che osservano come i problemi di comunicazione con le capitali possono diventare problemi politici.

 

Le fonti definiscono il rappresentante permanente dell'Italia, Stefano Sannino, come il miglior ambasciatore a Bruxelles e riferiscono che è estremamente apprezzato il suo lavoro di mediazione. A mancare sarebbe il dialogo continuo con gli sherpa che le altre capitali inviano sui diversi temi specifici: un metodo di lavoro che permette di smussare gli angoli, come accaduto ad esempio con la Francia che in autunno ha inviato specialisti per "negoziare per settimane" fino all'ultima virgola sulla bozza di finanziaria. A Bruxelles negli ultimi mesi si è invece osservato un vuoto di comunicazione con Roma, vuoto che ha portato a ricostruzioni fattuali fuorvianti tanto sulle banche, quanto sull'Ilva e la flessibilità.

 

Per la questione delle banche, è stato sottolineato che lo stesso Renzi era stato informato della posizione della Commissione in una riunione a margine del G20 ad Antalya. Ma ha sollevato sconcerto anche la questione delle dimissioni dell'esperto giuridico Carlo Zadra, unico funzionario italiano nel gabinetto Juncker, che sarebbero state strumentalizzate politicamente. E' poi considerato particolarmente problematico il blocco dell'Italia sul finanziamento del fondo di tre miliardi di euro a favore dei profughi siriani in Turchia. Un versamento che per la Ue è da fare al più presto per rispettare gli accordi con Ankara, ma che è ancora fermo nonostante la Commissione abbia "messo per iscritto" quanto chiesto dall'Italia, ovvero che i fondi messi a disposizione della Turchia non saranno inseriti nel calcolo nel deficit. Ed anche sulla flessibilità, a Bruxelles si osserva che già alla fine del 2015 è stato raggiunto l'accordo politico perché possano essere cumulate quella per gli investimenti, quella per le riforme strutturali e quella per i rifugiati. Sono però ancora da discutere nel dettaglio le cifre.

 

"Credo che francamente da Bruxelles siano arrivate delle polemiche che io considero inutili. Noi non partecipiamo a polemiche inutili". Lo dice il ministro Paolo Gentiloni rispondendo ai giornalisti che, al suo arrivo al Consiglio esteri, chiedono un commento sulle parole del presidente Juncker e dell'alto rappresentante Federica Mogherini.

 

"Teniamo, naturalmente, alle nostre posizioni - argomenta il ministro degli esteri - ma lo facciamo come lo fa ciascun paese: discutendo sui diversi argomenti. Penso che la situazione in Europa sia molto delicata sia sul fronte economico che sul fronte migratorio e questa situazione delicata dovrebbe essere affrontata senza accenti polemici come quelli che ho sentito da Bruxelles nei giorni scorsi che francamente sono, lo ripeto, inutili".

 

"Abbiamo un continuo dialogo con le istituzioni, abbiamo un ministro degli esteri, degli interni, dell'economia, l'Italia ha un Governo nel pieno dei suoi poteri": così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni replica a fonti europee che oggi lamentano che a Roma manca interlocutore. 

 


(Segui ANSA Europa su Facebook e  Twitter)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA