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Grecia: scontro aperto Ue-Atene. Tsipras, Fmi criminale

Juncker accusa premier. Mercati tesi. Possibile summit weekend

16 giugno, 20:33
Grecia: non escluso nuovo Eurovertice, dipende da Eurogruppo Grecia: non escluso nuovo Eurovertice, dipende da Eurogruppo

BRUXELLES - Tra la Grecia e i suoi creditori è guerra aperta: Tsipras accusa il Fondo monetario internazionale di avere responsabilità "criminali" per la situazione in cui versa il suo Paese, e Juncker accusa a sua volta Tsipras di mentire sull'andamento del negoziato. E mentre si avvicina la resa dei conti tra i ministri nell'Eurogruppo di giovedì, la Bce avverte che lascerà aperto il rubinetto dei prestiti d'emergenza 'Ela' - che tengono a galla la Grecia - fino a quando non farà default. Per evitarlo e tentare il tutto per tutto, subito dopo l'Eurogruppo potrebbe essere convocato un summit dei capi di stato e di Governo straordinario.

 

La situazione sempre più grave, con il negoziato fermo e lo scambio di accuse tra istituzioni, costa un terzo scivolone alla Borsa di Atene, mentre le europee chiudono appena sopra lo zero e lo spread italiano tocca i 160 punti base, per poi riscendere e chiudere a 153. E nelle banche prosegue l'emorragia dei depositi. A giugno sono stati ritirati 2 miliardi di euro. L'impasse nelle trattative si è trasformata oggi in un duello a distanza tra i 'big' coinvolti, che ha drasticamente ridotto le speranze di trovare un'intesa all'Eurogruppo in Lussemburgo, dove ci saranno anche il direttore del Fmi Christine Lagarde e il presidente Bce Mario Draghi. A sferrare il primo attacco è stato il premier greco, parlando al Parlamento: "Il Fmi ha una responsabilità criminale per la situazione in cui versa la Grecia". Secondo Tsipras, i creditori stanno chiedendo ad Atene di accettare una soluzione che non solo non risolve il problema, "ma riporta l'economia in recessione".

 

Il Fondo monetario non si muove dalle richieste di austerità - ha spiegato ai deputati - e l'Ue non è disposta a parlare del debito. Una situazione che potrebbe portare Atene a non pagare gli 1,6 miliardi di euro al Fmi a fine mese, decretandone quasi certamente il default. Se per il greco "il vero negoziato comincia ora", per l'Europa invece sta finendo, e pure molto male: "Incolpo il Governo di Atene perché racconta al pubblico cose che non sono state proposte dalla Commissione", ha attaccato oggi il presidente Juncker in una conferenza stampa, elencando le 'bugie' sulle trattative raccontate da Tsipras ai greci. Ad esempio, l'aumento dell'Iva: "Io non sono mai stato a favore dell'aumento Iva su medicine ed elettricità, e questo il premier lo sa, avevo proposto in cambio dei tagli alla difesa, più facili da attuare", ha spiegato il lussemburghese. "Credo che il dibattito sarebbe più facile se il Governo dicesse le cose come stanno", ha poi tagliato corto, precisando che "i negoziati sono fermi perché non andavano da nessuna parte".

 

Nonostante la Ue si dica "sempre aperta ad esaminare nuove proposte", Atene non ha intenzione di presentare alcun documento. Anche perché, come spiega il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, non ci sono margini per altre concessioni nei confronti dei creditori: "La Grecia si vincolerà alle misure proposte soltanto se l'Europa acconsentirà a una ristrutturazione del debito, a investimenti e alla fine della crisi di liquidità", ha detto allo Spiegel online. Ma l'Europa non intende cedere ai 'ricatti' greci, e resta anch'essa ferma sulle sue posizioni. Nel frattempo si prepara al peggio, nonostante la cancelliera Merkel ripeta di essere concentrata "con tutte le forze" per trovare una soluzione che consenta alla Grecia di restare nell'euro. Se l'Eurogruppo, come è probabile, non riuscirà a sbloccare la situazione - Varoufakis ha già detto che non è quello il luogo per discutere nuove proposte - i capi di Stato e di Governo potrebbero riunirsi già nel weekend per l'ultimo atto.

 


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