Terrorismo: garante privacy Ue, direttiva Pnr falso problema

Buttarelli, legge invasiva, costosa e non è detto sia vincente

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES - Con l'escalation del terrorismo in Europa le esigenze di sicurezza e la salvaguardia dei dati personali sono sempre più al centro del dibattito politico comunitario. Secondo il garante della privacy Ue, Giovanni Buttarelli, "necessità e proporzionalità sono ingredienti principali per qualunque soluzione".


Buttarelli ne parla in un'intervista all'ANSA in cui giudica la proposta della direttiva sul Passenger name record (Pnr, la registrazione dei dati dei passeggeri dei voli) una norma "che ha fatto il suo tempo". Perchè "il fenomeno dei foreign fighters va analizzato su scala globale", e "occorrono risposte che vadano oltre le idee precedenti". "A differenza del dopo 11 settembre e del periodo successivo alle bombe di Madrid e Londra abbiamo degli strumenti nuovi - afferma -. C'è una nuova costituzione europea che considera sia la privacy, sia la sicurezza come beni da tutelare. Abbiamo degli indirizzi precisi della Corte di giustizia Ue e quindi possiamo fare scelte efficaci, ragionevoli ma bilanciate".


E proprio l'equilibrio tra tutela della privacy ed esigenze di sicurezza è il nodo che blocca al Parlamento europeo la proposta di direttiva sul Pnr, strumento pensato per la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.


Un progetto già bocciato nel 2013 dalla commissione competente e che il relatore, l'europarlamentare britannico conservatore Timothy Kirkhope intende ripresentare (con l'obiettivo di ottenerne l'approvazione prima della pausa estiva) dopo averla emendata, senza aver tuttavia apportato grandi cambiamenti rispetto all'impianto originario.


Ma per il garante si tratta di una proposta "che ha fatto il suo tempo. Una sua ripresentazione in quanto tale non so quanto avrebbe successo - evidenzia -. Poi c'è proprio un requisito di liceità. Bisogna dimostrare che quella soluzione è effettivamente l'unica disponibile, perchè è molto invasiva, ha costi enormi e non è detto sia la vincente".


D'altra parte Buttarelli fa rilevare come ci siano "autorità investigative che invocano un approccio più selettivo, riferito ad alcuni Paesi, ad alcune categorie di voli, ad alcune categorie di passeggeri, e comunque a misure temporanee delle quali si può valutare l'efficacia". Come esempio cita la Gran Bretagna, che ha varato "una legge abbastanza invasiva sulle comunicazioni elettroniche, ma con scadenza alla fine del prossimo anno, perchè se ne vuole verificare l'efficacia. Ed è questa - indica - una prospettiva da verificare".


Inoltre il garante sottolinea che "le autorità competenti disponevano di tutte le informazioni idonee per prevenire" gli attentati di Parigi. "C'è stata una sottovalutazione della pericolosità" e ora "il fenomeno dei foreign fighters va analizzato su scala globale, quindi occorrono risposte che vadano oltre idee precedenti".


Intanto c'è la direttiva sulla conservazione dei dati, che dopo la bocciatura della Corte di giustizia europea deve essere riscritta. Anche in questo caso, secondo Buttarelli si deve evitare "una rete a strascico che catturi tutto" con una "moltitudine di dati di cui non siamo neanche poi capaci di analizzare l'efficacia". Propone "un approccio più selettivo". "Poi - conclude - bisogna analizzare anche i nuovi mezzi di comunicazione che sfuggono alla raccolta dei fornitori, come le comunicazioni via Skype, e i nuovi social network. Anche qui ci vuole creatività, attenzione alle nuove tecnologie, ma con proporzionalità".

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