A Torino sbarcano le 'portinerie di comunità'

Avviate con fondi Ue sono luoghi di condivisione e socialità

Redazione ANSA

Torino scommette sulle Portinerie di Comunità, luoghi di condivisione e socialità. La prima è un'ex edicola, oggi a disposizione per piccoli servizi di prossimità: è nata a luglio del 2020 nel quartiere multietnico di Porta Palazzo, a due passi dal grande mercato ed è un punto di riferimento per gli anziani e le famiglie della zona.

Si chiama 'Spaccio di Cultura' e il suo successo si misura dal fatto che oggi a Torino ne sono nate altre due - nei quartieri Aurora e San Paolo - e un'altra nascerà la prossima primavera fuori città, ad Avigliana.
    La Portineria di Comunità è nata grazie al programma Operativo Nazionale Città Metropolitane (Pon Metro) della Commissione Europea, con una parte rilevante della dotazione finanziaria a valere sui fondi strutturali europei e il contributo della Città di Torino. L'Unione Europea ha riconosciuto l'edicola di Porta Palazzo come buona pratica nei mesi del lockdown e progetto d'innovazione sociale replicabile.

A Torino sbarcano le Portinerie di Comunita'

 


    "E' un modello di successo che oggi si sta diffondendo a Torino e in Piemonte - spiega la sociologa Chiara Saraceno, presidente della Rete Italiana di Cultura Popolare da sempre sostenuta dalla Fondazione Crt - Le Portinerie di Comunità nascono con l'idea di costruire dei presidi territoriali leggeri, luoghi d'incontro e di inciampo della popolazione di un certo quartiere. Abbiamo creato il Portale dei Saperi, piattaforma informatica che permette alle Portinerie di fare incontrare competenze e bisogni. Non si tratta dell'ennesima agenzia del territorio, il nostro insediamento parte da un patto tra gli abitanti, le associazioni e i commercianti per lavorare insieme. Non ci sostituiamo alle istituzioni pubbliche, - prosegue Chiara Saraceno - ma le aiutiamo a essere più efficienti sul territorio: abbiamo, per esempio, una convenzione con l'Inps che forma i nostri operatori perché siano in grado di dare informazioni sulla pensione o sul reddito di cittadinanza in modo che la gente possa arrivare allo sportello già preparata. Oppure vengono da noi gli operatori dei Centri per l'impiego per incrociare domanda e offerta di lavoro. Ora dobbiamo consolidare quello che è stato avviato, il problema è che abbiamo molte più richieste di quelle che possiamo soddisfare. E c'è l'incognita dei bandi e dei fondi".

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    "L'idea della Portineria di Comunità è nata perché molti servizi di prossimità stanno venendo meno e nei quartieri serve un presidio, un luogo dove un senza dimora, un migrante o uno studente possa sedersi senza dovere per forza consumare. Quanto sia apprezzata si misura dal fatto che c'è sempre tanta gente, è considerata il posto giusto per dare una mano o per chiedere un aiuto", spiega Antonio Damasco, direttore della Rete italiana di cultura popolare. L'edicola si occupa delle piccole attività quotidiane, come la consegna della spesa o il ritiro di pacchi, bagnare le piante, tenere in custodia le chiavi, fare commissioni in uffici, dare un aiuto per trovare badanti, colf, babysitter e dogsitter. Si fa anche cultura: musica, laboratori, cinema. "Questo progetto - aggiunge Damasco - mette insieme le esigenze di chi ha un lavoro e non ha tempo per fare un documento o ritirare un pacco e chi cerca un lavoro. Sono più di 150 i volontari, di tutte le età, dai trentenni agli anziani, che hanno dato la loro disponibilità per aiutare i bambini a fare i compiti o corsi di lingua italiana per stranieri".
    L'anno scorso Lo Spaccio di Cultura si è trasformato in una buca per raccogliere le letterine a Babbo Natale. Il contributo di oltre 200 persone, primi artefici delle Comunità del Dono, ha permesso di realizzare i sogni di 80 bambini e bambine grazie a 5.500 euro raccolti. 
   

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