Bartolo, l'Ue deve adeguarsi ai tempi

Menesini, l'Ue si racconta

Redazione ANSA

BRUXELLES - Per l'emergenza legata alla pandemia "l'Ue ha dimostrato una grande coesione, un senso forte dell'istituzione che aiuta i Paesi membri e i suoi cittadini attraverso azioni e decisioni pragmatiche, aiuti finanziari fattivi. Ma molte cose devono cambiare all'interno dell'Ue che deve ritrovare lo spirito originario dei padri fondatori e soprattutto adeguarsi ai tempi che cambiano rapidamente". Lo ha detto l'europarlamentare Pietro Bartolo, membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, che a Lucca, nel giorno della Festa dell'Europa, ha preso parte all'evento 'Nice to Meet Eu', ciclo di incontri promosso dalla Provincia di Lucca in collaborazione con il Comitato europeo delle Regioni nell'ambito dell'iniziativa della Commissione Europea 'Conferenza sul futuro dell'Europa'.

Sono stati centinaia gli studenti delle superiori - a loro volta protagonisti dell'evento con le loro proposte sull'Europa del futuro - che si sono radunati in piazza Napoleone, sede dell'incontro, aperto dagli interventi istituzionali del sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, e del presidente della Provincia, Luca Menesini: "La Conferenza sul futuro dell'Europa è un processo dove l'Ue 'si racconta' - ha spiegato Menesini - ma è soprattutto un mezzo per ascoltare le richiesta dei cittadini degli Stati membri, scoprire i sogni e le speranze dei giovani, nonché le proposte delle nuove generazioni per migliorarne non solo l'organizzazione ma anche l'incisività delle decisioni assunte. Credo che il progetto 'Nice to meet Eu' abbia colto nel segno e la partecipazione attiva dei nostri studenti lo dimostra ampiamente. A sentire i ragazzi di oggi intervenuti a Lucca c'è da essere ottimisti".

Nel suo intervento Bartolo ha parlato anche della sua esperienza di medico in un'isola di frontiere come Lampedusa. E sul tema immigrazione ed Europa ha spiegato: "Ci sono Paesi membri dell'Ue che non vogliono sentire parlare di questo, non affrontano il problema, lo ignorano come se fosse competenza di altri. Tutti i Paesi dell'Ue devono fare la propria parte in questo, certo noi come Italia siamo più esposti ma occorre una strategia comune e ben definita per affrontare il fenomeno migratorio che esiste praticamente da quando esiste l'uomo. Chi scappa da guerre, povertà, carestie, persecuzioni non può trovarsi di fronte ad un muro o ad un filo spinato. In Europa è assolutamente necessaria una politica seria dell'accoglienza".

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