Tv: da Parlamento europeo nuove norme a protezione dei minori

Ok modifica direttiva 2010. Regolate anche quote pubblicitĂ 

Redazione ANSA

BRUXELLES - Assicurare ai minori la stessa protezione, sia che guardino la tv sia video online, bandire la pubblicitĂ  di alcol e tabacco e sigarette elettroniche durante programmi televisivi per bambini e dalle piattaforme web, fissare una quota massima del 20% quotidiano per la pubblicitĂ  televisiva dando alle emittenti la flessibilitĂ  per scegliere la fascia oraria, fissare una quota del 30% di contenuti europei obbligatori per le piattaforme on demand: sono alcune delle misure proposte dal Parlamento europeo che in commissione cultura ha approvato una modifica alla direttiva del 2010 sui servizi dei media audiovisivi. Il Parlamento dovrĂ  ora decidere il 15 maggio in plenaria a Strasburgo se aprire i colloqui negoziali con il Consiglio per l'approvazione finale della normativa.

"Una delle nostre priorità - spiega la relatrice del Ppe Sabine Verheyen - è la protezione dei minori. Abbiamo proposto di adattare alcune delle regole che si applicano ai programmi televisivi anche ai servizi internet". Ha votato a favore anche il gruppo S&D: "Il testo - spiega la co-relatrice Petra Kammervert - preserva la diversità dei media e la libertà di espressione , protegge i consumatori e garantisce una competizione equa". Critici invece gli eurodeputati liberali dell'Alde secondo i quali la revisione è "un esempio di cattiva regolamentazione" e contiene aspetti da modificare perché apre ad esempio "alla possibilità che ciascuno Stato faccia una legge diversa sulle piattaforme di social media". Pluralismo a rischio secondo il gruppo Gue, con l'eurodeputato Curzio Maltese che sottolinea come il testo "favorisce il dominio economico delle piattaforme di condivisione che non sono obbligate da nessuna responsabilità editoriale". Soddisfatto infine il capo per gli affari europei dell'Unione europea di radiodiffusione (Ebu), Nicola Frank secondo il quale "il compromesso del Parlamento europeo rafforza la libertà degli Stati membri di dare appropriata preminenza ai servizi audiovisivi di interesse generale e proteggere meglio l'integrità del contenuto".

 

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