Salini (Fi), presidenza Eurocamera a Ppe, S&D rispetti intese

L'eurodeputato al Forum ANSA, la decisione della Corte polacca è preoccupante

Redazione ANSA

BRUXELLES "Quanto accaduto in Germania rappresenta un punto di criticità per un grande partito come il Partito Popolare europeo su cui non possiamo non lavorare". Cosi l'eurodeputato di Forza Italia, Massimiliano Salini durante il Forum ANSA. "Il Partito Popolare europeo, è inutile nasconderlo, oggi non governa più i grandi Paesi dell'Ue, questa deve essere un'occasione per ripensare la nostra proposta. Tuttavia, oggi abbiamo un grande leader in Italia che si chiama Mario Draghi che non appartiene strutturalmente, secondo le logiche della grammatica politica al Ppe, ma è certamente sostenuto molto chiaramente dal Partito Popolare Europeo in Italia e all'estero", ha detto l'eurodeputato.

Riguardo al rinnovo della presidenza dell'Eurocamera, Salini ha poi spiegato che "non è escluso, anzi è altamente probabile, che i Socialisti e democratici dopo il risultato tedesco decidano di alzare un po' la posta nel negoziato del rinnovo delle cariche del Parlamento europeo. Noi non neghiamo di essere pronti a ridiscutere alcuni dei termini, ma non il criterio base dell'alternanza da cui si è originata la nostra alleanza", ha spiegato Salini. "La presidenza socialista dell'amico italiano David Sassoli, da noi sostenuta fortemente ha dato due anni e mezzo di lavoro entusiasmante e altamente soddisfacente, rimane però che l'accordo politico ha un pilastro chiaro che è costituito dall'alternanza. Sarà quindi il Partito Popolare Europeo a decidere se la sua nomina debba essere confermata o meno. Ma se il Partito Popolare europeo deciderà, come io credo, di chiedere la presidenza siamo certi che il nostro candidato verrà sostenuto anche dai socialisti come noi abbiamo sostenuto il loro", ha concluso l'eurodeputato.

Sul fronte della questione polacca invece Salini ha spiegato che "dalla Corte costituzionale polacca è arrivato un messaggio preoccupante. Non si usa questa istituzione per lanciare messaggi politici, la Corte costituzionale ha altri compiti, si è trattato di un uso improprio".

"Tuttavia come giustamente è stato detto anche da Legutko", europarlamentare dei Conservatori Ecr, "la Polonia è un paese che è totalmente intriso di storia d'Europa. Non credo che queste provocazioni porteranno la Polonia fuori dall'Ue", ha proseguito Salini. "Credo sia necessario affrontare con prudenza il messaggio che vogliamo dare sia alla Polonia che all'Ungheria sul tema dello stato di diritto. Da un lato ci attendiamo che l'Ue smetta di provocare gli Stati membri con azioni prese nottetempo o procedure opache. La tecnocrazia deve limitarsi, altrimenti la democrazia si arrabbia", ha continuato l'eurodeputato.

"Va detto però che non si può pensare di portare a casa il risultato economico senza alcun impegno dal punto di vista del presidio di carattere democratico. La Polonia ha preso un sacco di soldi, l'Ungheria ha preso un sacco di soldi in questi decenni che si sono susseguiti dopo il loro ingresso nell'Unione Europea. Non si può pensare di trattare Unione europea come un luogo nel quale si va a batter cassa senza dopo assumersi impegni", ha concluso Salini.

Salini si è poi espresso sulla questione di degli scontri a Roma sottolineando come "ci vuole chiarezza culturale una volta per tutte: gli estremisti di destra e di sinistra si facciano da parte, le forze politiche, democratiche abbiano una narrazione che non dia assolutamente adito ad equivoci". "Noi siamo sempre stati chiari, la nostra posizione è chiara. Si deve dare un messaggio chiaro agli italiani: quando qualcuno si comporta come si sono comportati gli estremisti che hanno assalito l'ospedale e la sede di un sindacato innanzitutto si devono prendere le distanze, e si deve fare tutto ciò che è possibile affinché nel dibattito politico non ci sia spazio per quella gente", ha concluso Salini.

 

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