Conferenza sul Futuro dell'Ue, no ai paradisi fiscali e sì al reddito minimo

I due rappresentanti da Belluno e Alto Adige

Redazione ANSA

ROMA - "Ritengo che una tassazione comune tra tutti i Paesi europei sia fondamentale, perché ci sono ancora dei paradisi fiscali in Europa e questo non deve più esistere". Così Piero Savaris, studente 27enne bellunese racconta uno dei temi che vorrebbe portare sul tavolo nella prossima plenaria della Conferenza sul futuro dell'Europa (Cofoe). Savaris è uno dei quattro italiani a essere tra i 20 cittadini estratti a sorte durante il primo panel riunitosi al Parlamento europeo di Strasburgo.

Le regole di selezione imponevano che la metà degli estratti fosse donna e che il 30% fosse tra i 16 e 25 anni. I cittadini europei partecipanti alla Conferenza, che saranno in tutto 80, avranno la possibilità di discutere delle riforma delle politiche comunitarie con 108 deputati del Parlamento europeo, altrettanti parlamentari degli stati nazionali, tre rappresentati della Commissione europea e 54 membri dei governi Ue.

Elyes Ouerghi, 28enne altoatesino ma residente in Austria, anch'egli estratto per partecipare alla Plenaria della Cofoe, aggiunge che vorrebbe ci fosse "più attenzione per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e il rischio della perdita dei posti di lavoro". Per questo sarebbe opportuno creare "un reddito minimo universale e garantito" aggiunge Ouerghi. Quello che si è riunito a Strasburgo è il primo di quattro gruppi che discutono ognuno temi diversi e si incontreranno in tutto tre volte: la prima al Parlamento, la seconda da remoto e l'ultima negli istituti universitari di Dublino, Firenze, Natolin o Maastricht tra dicembre 2021 e gennaio 2022. I temi principali di questa tornata di dibattiti sono stati l'economia, il lavoro e la giustizia sociale, l'educazione, lo sport e la transizione digitale.

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