Primo ok alla riforma della Pac da parte del Parlamento Ue

De Castro (Pd): 'Politica funzionale a raggiungere obiettivi ambientali e sociali'

Redazione ANSA

BRUXELLES - La commissione Agricoltura dell'Europarlamento ha approvato la riforma della Politica agricola comune. Un accordo politico tra Commissione, Europarlamento e Consiglio sui tre regolamenti che compongono la nuova Pac era stato raggiunto in giugno. L'ok in commissione spiana la strada al via libera definitivo in plenaria nella seduta di novembre. Nel primo semestre del 2022 i paesi membri dovranno ottenere l'approvazione della Commissione sui piani strategici di applicazione della Pac, e quindi prepararsi all'entrata in vigore della riforma, il 1 gennaio 2023.

"Una politica agricola comune che salvaguarda la sua fondamentale impronta economica, ma che sarà anche funzionale al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale, e in grado di garantire sicurezza agli agricoltori e ai cittadini europei fino al 2027". Così Paolo De Castro, coordinatore del gruppo socialisti e democratici (S&D) alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, in una nota al termine del voto in commissione dei tre testi legislativi della riforma della Pac che entrerà in vigore nel 2023.

"Dopo l'accordo politico che abbiamo raggiunto nel giugno scorso con la Commissione e il Consiglio sui tre regolamenti base di questa riforma (Piani Strategici, Organizzazione comune di mercato e Regolamento orizzontale), l'iter prevede ora la traduzione dei testi nelle 22 lingue ufficiali dell'Unione e il via libera definitivo in Assemblea plenaria in novembre, cui seguirà la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea entro l'anno", spiega l'eurodeputato dem.

"Ricordo che per migliorare la proposta presentata dalla precedente Commissione abbiamo lavorato tre anni, con l'obiettivo di continuare a garantire un adeguato reddito ai produttori, meglio compensando i maggiori sforzi ambientale e, per la prima volta, tutelando i nostri lavoratori agricoli. Una Pac che poggia dunque su tre pilastri, nell'interesse non solo di circa 11 milioni di agricoltori, ma anche di tutti i cittadini e consumatori dei 27 Paesi membri", ha concluso.

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