Nuove regole Ue su diritti passeggeri ferroviari

Tra le novità maggiore tutela in caso di ritardi e cancellazioni

Redazione ANSA

BRUXELLES - Più itinerari alternativi in caso di ritardi o cancellazioni, migliore assistenza alle persone a mobilità ridotta, più spazio per le biciclette. Queste le principali novità della revisione del regolamento sui diritti dei passeggeri ferroviari approvata dal Parlamento europeo in via definitiva. La votazione non ha avuto luogo perché non sono stati presentati emendamenti.

Secondo le nuove regole, che si applicheranno a viaggi e servizi ferroviari internazionali e nazionali in tutta l'Ue, nel caso di un ritardo di oltre 60 minuti, i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso totale del costo del biglietto e la continuazione o il reinstradamento verso la destinazione finale senza oneri aggiuntivi.

Se l'operatore ferroviario non comunica le opzioni disponibili al passeggero entro 100 minuti dall'orario di partenza, quest'ultimo può ricorrere di propria iniziativa a una forma alternativa di trasporto pubblico terrestre e l'impresa ferroviaria sarà tenuta al rimborso. Se necessario, dovranno essere forniti pasti e bevande e rimborsate le spese di alloggio.

Le compagnie ferroviarie sono esentate dal risarcimento se il ritardo o la cancellazione è dovuto a cause di forza maggiore, ossia condizioni meteorologiche estreme, catastrofi naturali, ma anche crisi sanitarie gravi e attacchi terroristici. Gli scioperi del personale ferroviario non rientrano tra i motivi di esenzione.

I viaggiatori con mobilità ridotta, inoltre, godranno di una maggiore flessibilità nell'organizzazione del viaggio, in quanto dovranno informare l'operatore dei propri programmi di viaggio solo con 24 ore di anticipo, e potranno richiedere la presenza di un accompagnatore che viaggerà gratuitamente.

Tutti i treni dovranno, inoltre, essere dotati di appositi spazi e rastrelliere per le biciclette, con almeno quattro posti per biciclette su ogni treno.

Le nuove norme inizieranno ad applicarsi due anni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, ad eccezione degli obblighi relativi agli spazi per le biciclette, che saranno applicabili quattro anni dopo l'entrata in vigore del regolamento.

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