Strage di maiali in Asia, 5 milioni uccisi da peste suina

Presente in sei paesi ma i focolai sono anche in Europa

Redazione ANSA

ROMA - Strage di maiali in Asia. La peste suina africana in un anno ha ucciso 5 milioni di maiali, tra quelli abbattuti perché infetti e quelli morti per la malattia. Il virus della peste suina, non dannoso per l'uomo, è estremamente contagioso e attacca sia i maiali domestici che
quelli selvatici. Poiché non esistono vaccini disponibili contro questa malattia l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) invita i Paesi a mettere in atto misure di sicurezza per sorvegliare le frontiere terresti marittime e aeree ed evitare che la malattia si insinui nel Paese e si diffonda attraverso suini contaminati o prodotti di maiale contaminati. I focolai di malattia devono essere,
inoltre, immediatamente segnalati.

Al momento in Asia la peste suina è presente in sei Paesi: Cambogia, Cina, Corea del nord Laos Mongolia e Vietnam. Parallelamente all'epidemia in Asia la malattia si è diffusa in Europa. In particolare ad oggi la situazione risulta preoccupante in Bulgaria. I danni economici dell'epidemia sono ingenti soprattutto perchè, come sottolinea la Fao, in particolare in Asia, l'allevamento dei maiali è gestito da piccoli agricoltori che a causa della peste in tantissimi hanno perso tutta la loro mandria. Potrebbero, dunque, passare anni prima che i Paesi gravemente colpiti da questa malattia possano riprendersi dall' impatto socioeconomico dell' epidemia. 

In Vietnam, ad esempio, l'industria dei maiali rappresenta quasi il 10% del settore agricolo e della carne suina del paese, pari a quasi i tre quarti della carne consumata. Finora, il paese ha ucciso quasi tre milioni di suini per combattere la diffusione della malattia. La Fao, dopo aver ricordato che i maiali sani possono ammalarsi a causa del contatto con i suini infetti, soprattutto attraverso il sangue, rileva che la
contaminazione può verificarsi anche se un maiale consuma acqua contaminata o prodotti di maiale crudi o poco cotti. Anche gli strumenti da lavoro, le scarpe e l'abbigliamento, contaminati appartenenti agli agricoltori possono contribuire a diffondere l'infezione.

Infine, dopo aver esortato gli allevatori a non spostare i suini contaminati e i prodotti a base di carne di maiale, l'Organizzazione si rivolge anche ai servizi di emergenza e alle autorità veterinarie chiedendo loro di controllare le procedure di smaltimento delle carcasse di suini
bruciandole o seppellendole sul posto. La Fao sollecita i Paesi a mettere in atto buone strategie di compensazione per sostenere gli agricoltori che hanno collaborato a non diffondere la malattia.

 

 

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