Laic chiede assemblee condominiali in videoconferenza

'Proposta di modifica urgente della normativa'

La Lega Amministratori Immobiliari Condominiali (Laic) esprime la "più ampia adesione" all'iniziativa assunta da Confassociazioni (Confederazione delle Associazioni Professionali che oggi raccoglie 612 associazioni professionali e d'impresa che rappresentano oltre un milione di professionisti iscritti di cui circa 209 mila imprese), sull'istanza (rivolta dalla stessa Laic) di sottoporre al Governo una proposta di modifica normativa urgente al fine di rendere possibile lo svolgimento di assemblee condominiali in videoconferenza.   

"Come noto, l'attuale divieto di assembramento comporta, tra le proprie conseguenze, l'impossibilità di dare corso alla gestione, ordinaria e straordinaria, del patrimonio immobiliare condominiale, non potendosi riunire assemblee condominiali in presenza, per un lasso temporale che potrebbe protrarsi ben oltre il termine del 3 aprile 2020", spiega il presidente dell'associazione degli amministratori immobiliari, avvocato Lorenzo Cottignoli, per conto del Consiglio Direttivo e del Centro Studi nazionali. 

"Il rischio della paralisi rispetto alla possibilità di operare l'esazione dei contributi condominiali e di non poter provvedere al pagamento delle forniture appare concreto ed imminente con conseguenze importanti sulla possibilità di mantenere in essere i servizi quali ad esempio, riscaldamento, luce, forza motrice ascensore, pulizia e sanificazione delle parti comuni". Confassociazioni, raccogliendo l'appello di Laic, ha fatto proprie le istanze della categoria professionale, e ha condiviso l'urgenza della necessità di sottoporre al Governo una proposta di modifica del testo normativo vigente al fine di consentire la convocazione in forma telematica e lo svolgimento delle Assemblee condominiali in videoconferenza. (ANSA).

   

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