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Saga Coffee: Evoca conferma chiusura e cerca acquirenti

Bonaccini 'chiama' il governo: stop delocalizzazioni

BOLOGNA, 09 NOV - Il primo round finisce in stallo, il secondo si giocherà il 23 novembre. L'incontro a Bologna fra Regione Emilia-Romagna, sindacati e gruppo Evoca è durato due ore. I vertici del gruppo, contestati all'uscita, confermano l'intenzione di chiudere entro il 2022 lo stabilimento della Saga Coffee di Gaggio Montano, nell'Appennino bolognese, che dà lavoro a 220 persone, l'80% dei quali donne. Ma sono disponibili "a utilizzare le prossime due settimane per approfondire possibili ipotesi di reindustrializzazione del sito", come da nota ufficiale di Evoca. Tradotto, si cerca un acquirente. Troppo poco per i sindacati: "La vertenza resta aperta, il presidio permanente rimane e nelle prossime ore saranno decise ulteriori iniziative di lotta", annunciano Fim Cisl e Fiom Cgil in una nota congiunta.

Tra le ipotesi anche quella di andare a Valbrembo, nella Bergamasca, dove si trova la sede di Evoca i cui lavoratori oggi hanno scioperato due ore a fine turno in solidarietà con i colleghi bolognesi. Sul piazzale della Regione c'erano anche i dipendenti, scesi con i pullman dall'Appennino e accolti sulle note di Bella Ciao dai delegati delle aziende bolognesi. A salutarli, prima del tavolo, è arrivato il presidente della Regione Stefano Bonaccini: "Mi auguro che il governo, che l'ha promesso, faccia un provvedimento contro le delocalizzazioni, perché questa è una cosa vergognosa. Non puoi venire qui a fare profitti quando pare a te", ha detto parlando con dipendenti e sindacalisti.

In mattinata, a L'aria che tira su La7, aveva espresso lo stesso concetto, invitando l'esecutivo "come aveva annunciato ma non ha ancora fatto" a prendere un provvedimento contro le delocalizzazioni: "Non può esserci chi viene a fare spesa nel nostro territorio e poi una volta che ha guadagnato e fatto profitti se ne va. Questa è una cosa indegna e indecente". A seguire il tavolo, per la Regione, c'era l'assessore al lavoro Vincenzo Colla, ex dirigente nazionale della Cgil: "Date in pasto alle banche i lavoratori di Gaggio Montano", l'accusa a margine del tavolo all'azienda, che accusa 75 milioni di perdita di gruppo e 6 sul sito di Gaggio Montano. Presente all'incontro anche la Città metropolitana, con il capo di gabinetto con delega al lavoro Sergio Lo Giudice. Intanto i dipendenti continuano lo sciopero a oltranza: il presidio giorno e notte dell'azienda è iniziato giovedì scorso, il giorno prima che l'azienda annunciasse l'intenzione di chiudere il sito. Giovedì salirà a Gaggio Montano il sindaco di Bologna Matteo Lepore, accompagnato dai sindaci della montagna. "Servono piani strutturali urgenti e misure ad hoc anche dal punto di vista regolamentare e fiscale", chiede il presidente dell'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese Maurizio Fabbri. Anche Bonaccini e Colla nei prossimi giorni saliranno a Gaggio.

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