Emilia-Romagna

Covid: a Parma studio su droplet di musicisti e cantanti

Sarà realizzato in poche settimane da Università e Conservatorio

Parte a Parma uno studio che potrà aiutare cori e orchestre a convivere meglio, in sicurezza, col Sars-Cov2. L'Università e il Conservatorio di musica 'Arrigo Boito' della città emiliana hanno avviato un progetto di ricerca sulla propagazione dell'aerosol di goccioline di saliva da parte di cantanti e musicisti di strumenti a fiato. Un tema cruciale per le orchestre in tempi di Covid-19, perché l'emissione di droplet necessita di adeguate misure di sicurezza: distanziamento, barriere, aerazione e tutto ciò che possa limitare possibili contagi. Il progetto, presentato oggi all'Università di Parma, vede il patrocinio dell'Aec (Association Européenne des Conservatoires, Académies de Musique et Musikhochschulen) e il contributo di Andrea Chiesi, già presidente del Conservatorio.

Lo studio si basa su una convenzione tra l'Università e il Conservatorio, ed è condotto con sofisticate tecniche d'analisi dai gruppi di ricerca coordinati dai docenti Ruggero Bettini (Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco) e Sandro Longo (Dipartimento di Ingegneria e Architettura). In particolare, il progetto riguarda la propagazione dell'aerosol di goccioline di saliva da parte della voce cantata e dei principali strumenti a fiato (legni e ottoni). Lo studio si baserà sulle performance di cantanti e di alcuni strumentisti del Conservatorio. L'obiettivo è ottenere un quadro della situazione che si crea durante una performance, di valutare il rischio associato a quest'ultima in differenti ambienti e di analizzare l'impatto di possibili misure di mitigazione. Il progetto, che ora si trova nella fase di messa a punto del piano sperimentale, sarà realizzato in tempi molto stretti, per giungere in poche settimane a evidenze scientifiche che permettano di fornire delle risposte al mondo della musica.
   

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