Turchia: gli avvocati di Bologna ricordano Ebru Timtik

Iniziativa in piazza dei tribunali a un mese dalla scomparsa

Bologna ha ricordato Ebru Timtik, avvocatessa turca morta nel suo Paese dopo 238 giorni di sciopero della fame, a un mese dalla scomparsa. In piazza dei tribunali i consiglieri dell'ordine degli avvocati, i componenti del comitato pari opportunità e i componenti delle commissioni internazionale e diritti umani, si sono ritrovati in toga a un'iniziativa a cui ha partecipato anche il presidente del tribunale di Bologna, Francesco Caruso.
    "Molte vicende sono occorse durante questo mese dalla morte di Ebru: il collega Aytac Unsal - ha detto la presidente dell'ordine bolognese, Elisabetta D'Errico - è stato liberato temporaneamente e si sta riprendendo, e questa è l'unica cosa che ci rinfranca perché purtroppo le altre informazioni che ci giungono dalla Turchia sono tutte negative. La condanna in via definitiva di Aytac e di tutti gli altri colleghi dell'associazione degli avvocati progressisti con lui coimputati, le indagini nei confronti dei colleghi che hanno esposto lo striscione per commemorare Ebru al balcone dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul, l'arresto nella notte dell'11 settembre di 47 colleghi ad Ankara, illegalmente prelevati dalle loro case".
    D'Errico ha anche colto l'occasione "per ribadire con forza la richiesta di liberazione della collega iraniana Nasrin Sotoudeh, detenuta dal dicembre 2018 e condannata alla pena di 38 anni di reclusione e 148 frustate per essersi opposta al regime iraniano assumendo la difesa delle donne apparse in pubblico senza velo". E allo Stato egiziano "di liberare lo studente Patrick Zaki, privato della libertà al rientro in patria per un periodo di vacanza".
   

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