Piacenza a cento giorni dal Covid, 'Ferita non si rimargina'

Sindaca: 'Una tragedia, il pensiero va a chi non c'è più'

"Ci ha lasciato un pezzo di città, questa è la ferita più profonda che non si rimargina. Il nostro territorio ha vissuto una tragedia che non possiamo dimenticare. Il pensiero va sempre alle persone che ci hanno lasciati". Sono le parole della sindaca di Piacenza Patrizia Barbieri raccolte dalla testata piacentina Libertà, in uno speciale online che ripercorre i cento giorni di coronavirus che a partire dalla vicina Codogno hanno sconvolto Piacenza e l'Italia intera.

A poche ore dalla notizia del paziente uno di Codogno, nel Lodigiano, lo spettro del coronavirus si allarga alla contigua provincia di Piacenza, con i primi casi e poi il balzo dell'epidemia. Nel Piacentino sono due giorni appena che si registrano decessi zero ma al 30 maggio risultano contagiate 4.477 persone e 946 vittime. A loro in particolare va il pensiero della sindaca: "Penso a chi ha condiviso con me un percorso lavorativo come il consigliere Nelio Pavesi - dice Patrizia Barbieri - il sindaco di Ferriere Giovanni Malchiodi, il direttore di Confindustria Cesare Betti, ma anche a tutti coloro che non facevano parte di istituzioni o di categorie economiche ma erano amici, conoscenti, familiari".

Ora bisogna ripartire, prosegue la sindaca, "dobbiamo essere sempre più forti e uniti per lavorare insieme e far ripartire il nostro territorio e per essere accanto a tutte le persone che hanno bisogno di essere aiutate dal punto di vista economico ma anche psicologico".

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