Emilia-Romagna

Piacenza, 'furbetti del cartellino' a lavori di pubblica utilità

Per 12 imputati decisa dal gip la 'messa in prova', misura alternativa a detenzione

Dodici dei trentuno dipendenti del Comune di Piacenza finiti davanti al giudice per assenteismo hanno chiesto e ottenuto dal gip del tribunale della città emiliana la messa in prova. Si tratta di una misura alternativa alla detenzione che permette di estinguere il reato per il quale sono imputati, se, al termine del periodo in cui dovranno eseguire lavori di pubblica utilità, oppure opere in favore della collettività, il giudizio sarà positivo.

Per altri 12 imputati si profila invece il processo in aula senza riti alternativi. I dipendenti erano finiti nei guai alla fine di giugno del 2017 dopo il blitz della Guardia di Finanza e della Polizia locale al termine di mesi di indagini svolte anche con telecamere nascoste, in cui furono scoperti una cinquantina di dipendenti che, in orario di lavoro, facevano shopping o andavano in palestra. Alcuni utilizzavano anche le vetture di servizio per affari personali.
   

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