Maltempo: l'Emilia Romagna chiede lo stato di emergenza

Allerta rossa in Romagna per le piene fiumi.La situazione più critica nel Forlivese, a Villafranca, per la rottura dell'argine del fiume Montone

La Regione chiederà lo stato di emergenza per l'Emilia-Romagna per i danni causati dall'ultima ondata di maltempo. Lo ha annunciato il presidente Stefano Bonaccini al termine delle visite a Cesena e poi a Villafranca di Forlì, tra le aree più colpite dalle esondazioni dei fiumi. "Ho già sentito al telefono il capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli - spiega Bonaccini - e non appena sarà possibile partiremo con la conta dei danni per ottenere tutti i risarcimenti. Dove non saranno coperti da fondi nazionali, interverremo come Regione, anche se già fin d'ora auspico il massimo impegno da parte del Governo". "Ho letto di qualcuno che polemizza, anche in queste ore - ha concluso - ma occuparmene è un lusso che in questo momento non mi posso permettere. Lavoriamo tutti per aiutare chi in questi giorni e in queste ore ha davvero bisogno".

È ancora alta l'attenzione sul maltempo per il passaggio delle piene di diversi fiumi: confermata criticità rossa su pianura e costa romagnola per il deflusso di Savio e Montone e criticità arancione su pianura emiliana centrale, orientale e costa ferrarese. Per domani, 15 maggio, l'allerta viene abbassato ad 'arancione', dunque moderato.

La situazione più critica nel Forlivese, a Villafranca, dove il Montone ha rotto l'argine vicino al ponte della A14 e si registrano allagamenti. Per tutta la notte si è cercato di chiudere la falla con dei sassi ma la pressione dell'acqua è stata troppo intensa. Le abitazioni invase dall'acqua, anche fino a 50-60 centrimetri, sono circa 200. Soltanto una è stata completamente evacuata.

Nel Cesenate scuole chiuse oggi ma la strada Secante è stata riaperta e la viabilità ripristinata. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini è a Cesena e Forlì per fare il punto con i sindaci. Nel Modenese ponti ancora chiusi sul Secchia per il deflusso della piena. A Ravenna fiumi sopra livello di allerta, tutti sorvegliati speciali, ma la viabilità è stata ripristinata e domani le scuole riapriranno.

"Due metri d'acqua hanno sommerso le campagne della bassa fra Imola e Sesto Imolese - rileva Coldiretti Emilia-Romagna - L'esondazione del Sillaro ha messo a serio rischio pescheti e vigneti. Se l'acqua non dovesse defluire in 24 ore ci sarebbe il concreto rischio di asfissia per le radici delle piante. Successivamente potrebbe facilmente subentrare il problema della formazione del fungo dell'armillaria. Nel Forlivese, a Villafranca di Forlì, il torrente Montone ha rotto gli argini in corrispondenza del cavalcavia dell'autostrada. Nel Cesenate sono ingentissimi i danni conseguenti all'esondazione del Savio. Fragole, ciliegi e albicocchi precoci sono sotto un metro d'acqua. A ciò si aggiunge la proliferazione incontrollata, a causa dell'acqua stagnante, della drosofila, o moscerino della frutta, dannosissimo per la frutta rossa".

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