Dal Fai un nuovo appello per Venezia "sta perdendo identità"

Mostra al negozio Olivetti, diventi modello sostenibile

Redazione ANSA ROMA

VENEZIA - Non solo Grandi Navi. L'origine dei mali di Venezia risiede in un fenomeno ben più ampio e radicale, di cui le navi da crociera sono solo un aspetto. Lo sottolinea il Fai che inaugura nel negozio Olivetti a piazza San Marco una nuova mostra legata all'abitare e all'interrogativo lanciato dalla Biennale Architettura ("How will we live together?") . E che con l'occasione lancia un nuovo appello: "Venezia sta perdendo la sua identità di città, sacrificata a un modello di sviluppo che punta tutto sull'economia del turismo di massa".
    Abitare a Venezia oggi è sempre più difficile, denuncia l'associazione, che torna a sottolineare "l'emorragia inesorabile dei suoi abitanti". "I 51 mila cittadini di Venezia (174 mila settanta anni fa, 1000 in meno ogni anno) devono fronteggiare ondate di turisti (35 milioni nel 2018) e di acqua alta (+187 cm a novembre 2019), oltre alla carenza di servizi, all'impoverimento delle economie tradizionali e al degrado del tessuto urbano" .
    Tra i problemi, anche l'unione di Venezia e Mestre, con la prima identificata come 'centro storico' di un'area sempre più estesa ed urbanizzata: invece "Sono due realtà - due città - profondamente diverse, che meriterebbero amministrazioni dedicate", ribadisce l'associazione Quello che andrebbe fatto invece, secondo lo storico Fondo per l'ambiente italiano guidato da Andrea Carandini, è invece guardare a Venezia "come un modello straordinario di città del futuro intrinsecamente sostenibile". Da qui il collegamento con la domanda posta dalla Biennale alla quale la mostra del Negozio Olivetti prova a rispondere. "Abitare a Venezia", nella storia e ancor più oggi, è anche il tema cui il FAI ha intitolato la valorizzazione culturale di Casa Bortoli: una dimora storica sul Canal Grande donata al Fondo dai coniugi Bortoli e che si candida a divenire la sede permanente di un dibattito costruttivo sulla città.
    Il primo invito è per il ministro Brunetta, che ha sottoscritto il progetto della Fondazione Venezia Capitale mondiale della Sostenibilità, perché ne parli il 21 novembre prossimo proprio a Casa Bortoli, "sperando - conclude l'associazione - che nel frattempo nomini come promesso la nuova Autorità della Laguna che avrà competenze fondamentali per la tutela della Laguna e di Venezia, a cominciare dalla gestione del Mose, risolvendo così, almeno in parte, l'anomalia dei numerosi commissariamenti che finora non hanno portato i benefici sperati ai tanti problemi di questa meravigliosa città". (ANSA).
   

 RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie