I Macchiaioli, indipendenza e forza della figura femminile

Riapre la mostra a Palazzo Zabarella a Padova

di Roberto Bardi PADOVA

PADOVA - Un gruppo di "ribelli", uomini che mettono "la faccia e il sangue" per costruire la nuova Italia risorgimentale sull'onda per molti di idee mazziniane, i "Macchiaioli"; persone "irriverenti e libere nei confronti di tradizioni e convinzioni" che debbono a una donna, Anna Franchi, attivista e giornalista d'arte, la stesura nel 1902, per prima tra i critici, delle memorie di movimento artistico. "Se lei farà questo libro - scriveva Giovanni Fattori -, mi sarà di consolazione più di una croce, perché queste saranno e parole di un'amica". Un riconoscimento che non ha solo il sapore di un atto personale, ma che idealmente dà attestazione del valore della figura femminile nell'opera degli artisti della "macchia". E proprio su artisti come Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, ruota la riapertura a Padova della mostra "I Macchiaioli. Capolavori dell'Italia che risorge", a cura di Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca, fino al 18 aprile, dopo tre mesi di chiusura per la pandemia Covid.

Inaugurata il 24 ottobre scorso, nei soli quattro giorni di apertura prima del blocco aveva richiamato circa 2000 visitatori. Un punto di forza culturale, in una città che sa mettere in campo contemporaneamente, in questa nuova fase di riapertura sotto il colore "giallo", un'esposizione su Van Gogh e Giotto alla Cappella degli Scrovegni. A Palazzo Zabarella, nel periodo di sospensione delle visite, è proseguito il lavoro di ricerca sul gruppo che a metà Ottocento segna in Italia un punto di svolta nella pittura. Una ricerca, stavolta, non centrata sulle scene delle battaglie, sui soldati o i paesaggi maremmani, ma proprio sulle donne che sostennero o furono in contatto con i Macchiaioli - da Isabella Falconer a Fiorella Favard de l'Anglade, a Titta Elisa Guidacci, Maria Ottavia Vettori Medici, Elisa Fabbroni o Teresa Fabbrini, che fu accanto a Diego Martelli, storico mecenate-collezionista del gruppo riunito a Castiglioncello.

"I Macchiaioli - rileva Mazzocca - hanno un grande rispetto della donna, hanno ben compreso il ruolo centrale che ha nell'Italia che si deve costruire". "La donna macchiaiola - conclude - è forte, autonoma, libera, dinamica, volitiva di qualsiasi estrazione sociale essa sia. E' il perno della famiglia, il nucleo centrale della vita dell'uomo", è ai loro occhi - a dirla con Federico Bano, presidente della Fondazione di Palazzo Zabarella - "una donna forte e consapevole, indipendente e coraggiosa", libera dalle convenzioni.

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