A Venezia cinque "sguardi" per Henri Cartier-Bresson

A Palazzo Grassi, in Punta Dogana mostra su arte di oggi

Roberto Nardi VENEZIA

VENEZIA - Un uomo appoggia il mento su un muro, lo sguardo fisso di fronte; accanto, un altro, dai folti baffi, ha gli occhi puntati su un qualcosa che è fuori quadro, che la foto in bianco e nero che li ritrae non mostra. E' un'immagine realizzata nel 1932 a Bruxelles da Henri Cartier-Bresson, uno dei maestri della fotografia mondiale. E' un doppio "ritratto" che pare avere in sé tutti gli elementi chiave della mostra dedicata al fotografo francese, ritenuto un pioniere del "fotogiornalismo", a Palazzo Grassi, una delle due sedi veneziane dalla Collezione Pinault.

C'è l'essenza di un uomo che in ogni scatto racconta una storia - "la mia Leica mi ha detto che la vita è immediata e folgorante" - ma anche quel "gioco" di sguardi che apre la via a una esposisizione che, come un "grand jeu" - recita il sototitolo - è fatta delle scelte - anche con dei doppioni - derivanti da cinque modi diversi di guardare e contestualizzare l'opera di Cartier-Bresson.

Come da un "canestro" di meraviglie, i cinque curatori d'eccezione - Javier Cercas, Wim Wenders, Sylvie Aubenas, Annie Leibowitz e lo stesso Francois Pinault - hanno scelto di presentare il "loro" Cartier-Bresson scegliendo da 385 foto che lo stesso fotografo aveva selezionato nel 1973 su richiesta degli amici John e Dominique de Menil. Liberi di scegliere le immagini, le cornici, i colori delle pareti, i contesti "narrativi", i cinque - con Matthieu Humery curatore generale del "gioco" - offrono una mostra nella mostra. Se da una parte, infatti, domina la forza di Cartier-Bresson, dall'altra c'è il peso delle scelte, degli sguardi ora rivolti alle persone, ora ai contesti quotidiani, e il modo di presentarli, come per Wenders che porta il tutto quasi su un piano cinematografico, tanto da realizzare un corto di nove minuti con sua voce narrante.

Al piano superiore di Palazzo Grassi - sempre fino al 21 marzo del prossimo anno - c'è la mostra monografica dedicata a Youssef Nabil, artista egiziano le cui opere spaziano tra fotografia, pittura, video e installazioni; tutti segni di una realtà lontana, di un Egitto leggendario che sta svanendo, portando in primo piano in una forma onirica i problemi che interessano il Medio Oriente. A marzo 2021, Palazzo Grassi poi chiuderà per lavori di impiantistica che dureranno sette mesi.

Nessuna chiusura, invece, per Punta della Dogana, che dopo la mostra che apre sabato, "Untitled, 2020. Tre sguardi sull'arte di oggi", ideata e curata da Carolibne Bourgeois, dall'artista e storica dell'arte Muna El Fituri e dall'artista Thomas Houseago, il 21 marzo del prossimo anno presenterà una mostra di Brauce Nauman che prende il nome da un suo lavoro, "Contrapposto Studies", a cura di Carlos Basualdo. 

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