Venezia, stop a nuovi alberghi e B&b

Stretta su 'trasformazioni facili' in città ci sono già 25mila camere e 47mila posti

Michele Galvan VENEZIA

VENEZIA - Prima la stretta alle 'invasioni' turistiche in Piazza San Marco. Adesso quella contro la città-albergo, dei mille locali e soffitte trasformati in camere d'albergo. Venezia prova ad invertire la rotta. Dopo aver lanciato la delibera-quadro sul turismo a fine aprile - quella che ipotizza i tornelli, il numero chiuso e i ticket per preservare l'area marciana dalle fiumane di vacanzieri - la giunta municipale di Luigi Brugnaro compie un nuovo passo. E dice stop alla realizzazione di nuovi alberghi e b&b. Un annuncio meno eclatante dei ticket - che Brugnaro, tra l'altro, non vorrebbe proprio - ma di impatto maggiore sui veneziani, che lottano proprio perchè la città non si spopoli. La Giunta ha votato una proposta di delibera - tecnicamente una variante al Piano degli interventi per la Città antica - che blocca l'automatismo attuale per trasformare immobili in centro storico in strutture ricettive, e l'ampliamento di quelle esistenti, demandando la valutazione e decisione caso per caso al Consiglio comunale. "Lo scenario è abbastanza pesante - ha detto l'assessore all'urbanistica, Massimiliano De Martin - In centro storico, tra strutture ricettive alberghiere, complementari, extralberghiere e turistiche, ci sono 47.229 posti letto per circa 25.400 camere. Da oggi inizia un percorso per bloccare le attività ricettive turistico-alberghiere in centro storico, compresi i bed and breakfast, che dovranno soggiacere ad una politica qualitativa di ricezione". Il provvedimento arriverà la prossima settimana in Consiglio comunale per l'adozione definitiva. Negli ultimi decenni, ha ricordato De martin, il centro di Venezia è stato interessato "da una pressione turistica sempre crescente e dal fenomeno della progressiva occupazione edilizia residenziale storica da parte di strutture ricettive di ogni tipo, a discapito della residenza e dei servizi ai residenti". Da qui il rischio concreto di impoverimento del tessuto sociale cittadino. "E' una delibera chiave - ha proseguito - che ci pone non distanti dalle politiche Unesco, le cui relazioni non ci hanno influenzato, in quanto l'obiettivo faceva già parte del nostro programma". Sono escluse le locazioni turistiche, per le quali verrà studiato un provvedimento ad hoc, e le isole, compresi Tronchetto e Giudecca, dove le politiche comunali sono diverse. Alla base del provvedimento uno studio basato sulla raccolta dei dati sulla situazione esistente. La delibera non ha effetto retroattivo e prevede un iter transitorio per le istanze già depositate con tutti gli atti documentali e le pratiche in itinere. "Vogliamo una politica che ha bisogno di nuova qualità - ha concluso De Martin - E non so quanti centri storici in Italia abbiano preso una decisione di questo tipo". 

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