Mostre: "Toccar con mano i Longobardi" al Museo Omero

Al Tattile di Ancona fino 8/3 modellini siti patrimonio Unesco

Redazione ANSA ANCONA

ANCONA - Toccare le opere d'arte ed in particolare quelle architettoniche normalmente apprezzabili solo con la vista. Dall'8 febbraio al 22 marzo sarà possibile grazie ad un'innovativa mostra al Museo tattile Omero di Ancona intitolata "Toccar con mano i Longobardi", che propone sette modellini, in scala, dei monumenti architettonici di siti longobardi patrimonio del Unesco, accompagnati da riproposizioni in scala delle aree in cui sono situati, per permettere l'esplorazione tattile dei loro contesti di riferimento.
    L'iniziativa, finanziata dal Mibact, rientra nel progetto dell'Associazione Italia Longobardorum che gestisce il sito Unesco "Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774d.C)", è realizzata in collaborazione con Museo Omero. Riguarda Cividale del Friuli, Brescia, Torba-Castelseprio, Campello sul Clitunno, Spoleto, Benevento e Monte Sant'Angelo.
    "Il suo scopo - ha detto la presidente e vicesindaco di Brescia, Laura Castelletti - è quello istituzionale dell'Unesco di rendere accessibile l'arte a tutti. Per far questo ci siamo avvalsi della competenza e dell'esperienza del Museo Omero che ha elaborato i modellini in 3D e contribuito a formare le guide che dovranno illustrare la mostra ai visitatori, preparando anche le audio descrizioni del percorso e due cataloghi: uno per non vedenti in braille, l'altro per ipovedenti in large print in italiano e inglese".
    Arrivati in Italia nel 568 dalla penisola scandinava, attraversando l'Europa, vivendo da nomadi e praticando solo l'allevamento, i Longobardi furono subito catturati dalla romanità tanto da cambiare il loro modo di vivere. Eressero chiese e monumenti mescolando elementi bizantini, nordici e classici e scrissero le loro leggi in latino. "Furono - ha rilevato l'archeologa Francesca Morandini - i più grandi protagonisti dell'integrazione culturale del Medioevo e coloro che traghettarono la cultura classica fino ai giorni nostri. La loro civiltà si concluse solo nel 774 d.C. quando l'ultimo re Desiderio, padre di Ermengarda, fu sconfitto da Alessandro Magno". A ricordare le loro vestigia in mostra ci sono, anche visibili in sezione, l'area della Gastaldaga con il Tempietto longobardo e il Complesso episcopale di Cividale del Friuli, l'area monumentale con il complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia di Brescia. Il Castrum con la Torre di Torba e la chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio Torba e il Tempietto del Clitunno a Campello del Clitunno. La basilica di San Salvatore a Spoleto, il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant'Angelo.
    Dopo l'inaugurazione ad Ancona, presenti il presidente del Museo Omero Aldo Grassini e i rappresentanti dei Comuni coinvolti, la mostra si sposterà nelle sette città del sito Unesco. (ANSA).
   

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