La prima Aurora, volti di migranti

Al Castello di Gallipoli la mostra di Cerio con Emergency

Redazione ANSA GALLIPOLI (LECCE)

GALLIPOLI (LECCE) - Sbarcano sfiancati dal viaggio, tenendo stretti gli oggetti che sono riusciti a salvare nella traversata in mare o nel deserto, speranzosi di poter mettere radici e conquistarsi un futuro: è il popolo dei migranti il protagonista della mostra fotografica La prima Aurora di Simone Cerio, allestita dal 28/5 al 2/10 al Castello di Gallipoli (Lecce) e realizzata per Emergency. Attraverso 25 storie di migranti arrivati sulle coste siciliane, il progetto del giovane reporter propone una riflessione sul tema della migrazione, focalizzando l'attenzione non soltanto sulle persone, ma sugli oggetti del viaggio che assumono, in un contesto drammatico e precario, il valore di piccole, grandi ancore di salvezza. Un ritratto corale e appassionato, in cui il tempo e la memoria di nazioni lontane, così come una prima traccia del Paese d'accoglienza, vengono rappresentati anche grazie agli oggetti, tutti reinterpretati dalla sensibilità dell'autore, tra un cellulare e una fotografia, una lettera e un gioiello di famiglia, un giocattolo o un paio di scarpe. "La prima Aurora - sottolinea Cerio, che ha visitato i luoghi di sbarco e di prima accoglienza dove Emergency lavora - è un corpo di fotografie ritagliate dal contesto in cui è il soggetto inserito che sposta l'attenzione dalla drammaticità dell'evento alla persona come essere unico ed esclusivo, scevro di qualsiasi caratterizzante, come lo spazio che ne identifica la condizione attuale. Gli oggetti, per lo più trovati nel luogo di transito, diventano simboli della dignità quotidiana che questi protagonisti tentano di recuperare, una volta chiusa la fase di separazione dalla propria terra".
    All'inaugurazione al Castello, accanto a Cerio, interverrà anche Gino Strada, presidente e fondatore di Emergency.
   

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