Sorgerà in Val Brembana il ponte tibetano più lungo al mondo

Il percorso è sostenuto economicamente da Regione Lombardia

Redazione ANSA MILANO

MILANO - A Dossena, comune della Valle Brembana, in provincia di Bergamo, iniziano i lavori per la realizzazione di quello che sarà il ponte tibetano più lungo al mondo. Misura 505 metri e un'altezza massima di 120 metri: collegherà il centro del paese con il roccolo della 'corna bianca', sorvolando la cava di gesso. Una vista mozzafiato che consentirà di ammirare i paesaggi suggestivi delle Prealpi Orobiche, con vista sulle vette dei monti La Grigna, Gioco, Alben e Arera, fino al fondovalle di San Pellegrino. L'opera, sostenuta economicamente da Regione Lombardia, sarà pronta per la fine dell'estate e verrà realizzata con sette funi d'acciaio (due per il sostegno delle pedate intervallate dal vuoto, due per il corrimano e tre come funi di sicurezza).

Grande attenzione sarà data alla sicurezza: il percorso sarà infatti praticabile solo indossando un'imbragatura ed è previsto l'inserimento di una linea vita continua che, attraverso l'utilizzo di un moschettone, permetterà di percorrere i 505 metri in totale sicurezza. Elemento cardine del progetto è il recupero - seppur verso una via aerea - di una parte del tracciato dell'antica Via Mercatorum. Diversi gli aspetti innovativi, tra cui la valorizzazione del territorio inclusa la parte di cava.

La realizzazione del ponte tibetano rientra in un percorso strutturato di rilancio del turismo a Dossena, attraverso un piano a lungo termine di sviluppo territoriale-locale ideato da quattro giovani del paese che hanno voluto sognare in grande, con la realizzazione di un progetto da 10 milioni di euro che ha trovato riscontro positivo in Regione Lombardia, riuscendo a conquistare anche il suo sostegno economico. Il piano prevede la riqualificazione di strutture ricettive esistenti e la realizzazione di nuovi interventi e servizi.

"L'estate 2020 - afferma l'assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori - a causa della pandemia da Covid-19, è stata caratterizzata da una riscoperta del turismo di prossimità che ha riguardato principalmente le aree di montagna e i laghi. Una opportunità per i lombardi di riscoprire territori splendidi e ricchi di attrattività, in passato troppo spesso sottovalutati". "Siamo convinti che questo trend positivo - spiega Sertori - continuerà anche nella stagione estiva in arrivo e, come Regione Lombardia, siamo in prima linea per promuovere il turismo nei territori montani lombardi che purtroppo hanno subito un lungo fermo nella stagione invernale".

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