Il nonno del Papa "cicerone" al Museo dell'Emigrazione

Realizzato a Genova. Franceschini: l'Ellis Island italiana

di Daniele Boasi GENOVA

Una videoproiezione 3D del nonno materno di Papa Francesco accoglierà i visitatori del Museo nazionale dell'Emigrazione Italiana (Mei) inaugurato a Genova alla Commenda di San Giovanni di Prè. E' una delle curiosità della struttura realizzata in meno di 18 mesi di lavori grazie al contributo del ministero della Cultura e della Compagnia di San Paolo. La struttura si sviluppa su 2.800 metri quadrati su tre piani ed è suddivisa in 16 aree tematiche. Sono oltre 200 le storie di emigrazione raccolte all'interno del Mei, 1.300 le immagini d'archivio accessibili grazie a 70 postazioni multimediali e 25 proiettori laser. I visitatori possono interagire con spazi e oggetti vivendo esperienze virtuali a 360 gradi e consultare l'archivio del Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana, che ha già raccolto online i documenti di viaggio di oltre 5 milioni di emigrati italiani. Lungo il percorso della Commenda è possibile anche 'sedersi a cena' con dei migranti d'inizio '900. Francesco Sivori, marito di Maria Gogna, era il nonno materno del Papa. "Lo rappresentiamo in procinto di partire per l'Argentina, ci introduce al viaggio verso Buenos Aires - spiega il direttore del Museo del Mare di Genova Pierangelo Campodonico - che ripercorriamo tappa per tappa come la storia di ogni migrante, dal momento in cui la famiglia decide che si deve partire o prende atto che qualcuno vuole partire, al momento in cui è fortissimo il desiderio di avere un riscatto altrove, poi la destinazione. Gli italiani sono migrati in tutto il mondo e lo vedrete, una sala del Mei sarà dedicata alle destinazioni degli italiani". "E' il museo degli italiani nel mondo, abbiamo firmato più di 40 protocolli d'intesa con varie realtà internazionali, - rimarca il presidente del comitato di indirizzo del Mei Paolo Masini - giudico il Mei la più grande operazione di memoria popolare collettiva del Paese, un'opportunità di turismo delle radici dei discendenti degli italiani emigrati nel mondo". "La scelta su dove collocare il Museo nazionale dell'emigrazione Italiana (Mei) non poteva che ricadere su Genova per quello che ha rappresentato nella storia dell'emigrazione italiana", rimarca il ministro della Cultura Dario Franceschini. "Questo museo, Genova e i genovesi, lo dedicano a tutti quelli che sono qui a Genova ma provengono da altrove e poi anche a chi se n'è andato, anche io sono stato migrante, e non dimentico quella sensazione che si prova a partire e non sapere se si tornerà", interviene il sindaco Marco Bucci. "Se il museo nazionale dell'emigrazione italiana doveva avere una sede non poteva che essere a Genova. L'anima di Genova è fatta dalle tante persone che dalle banchine del porto sono partite per andare nel mondo a commerciare o a costruirsi una vita", ricorda il presidente della Regione Giovanni Toti.

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