Dopo il Covid, una rete di spazi espositivi per ripartire

Da Roma via al progetto, la rotta si inverte collaborando

di Luciano Fioramonti ROMA

ROMA - ''È arrivato il momento che anche tutte le attività artistiche e culturali si coalizzino per far sentire l'importanza della propria esistenza''. E' un invito a mettere insieme le forze il progetto 'Divo C' che muove i primi passi da Roma e guarda al resto d'Italia per reagire alla crisi provocata dal Coronavirus. L'idea è dell'architetto Monica Cecchini che insieme all'Associazione Culturale Incinque Open Art Monti ha coinvolto 14 spazi espositvi di ogni ambito della Capitale, dalla pittura alla grafica e stampa, ceramica, performance, gioiello contemporaneo, fotografia.

''L' arte può vivere in ogni luogo'' è la parola d'ordine, ma l'emergenza virus costringe a percorrere strade nuove, a cambiare atteggiamento, a invertire gli schemi, a partire dal nome del progetto - il rovescio di Covid . ''Siamo convinti che fare rete, in questo momento storico - puntualizzano gli organizzatori - sia necessario per la collaborazione e interazione a sostegno dell'arte. Vogliamo che l'arte sia apprezzata per la sua importanza primaria, come motore di crescita, come creazione e mantenimento di una identità culturale''.

Il progetto 'Divo C - Hic et Nunc, visioni future' punta ad autosostenersi, ogni mostra sovvenzionerà attraverso le vendite delle opere, gli artisti della mostra successiva, compreso lo spazio che li ospita. Con questo progetto si affronta il tema "Il futuro nelle sue ampie e possibili visioni'' riflettendo su quanto l'esperienza del lockdown abbia pesato e cosa si profili all'orizzonte. ''Gli artisti sono stati invitati ad interrogarsi sul rapporto presente-futuro, tempo-spazio, sull'interazione tra il nostro universo interiore e quello esteriore, e come queste reciprocità possano cambiare l'ambiente; come i rapporti interpersonali possano cambiare il futuro, soprattutto in relazione alle tematiche ambientali e a quelle relative all'inclusione; su come ritrovare una sana convivialità''.

Guardando alle scelte dei singoli spazi, a partire dal rione Monti, ecco ad esempio ''Arcipelaghi'', doppia personale di opere fotografiche di Andrea Sabatello e Eva Tomei ospitata da ''AntiGallery''. Opere pittoriche, fotoillustrazioni e collage realizzati durante i mesi di isolamento da Laura Amato, Alessandro Arrigo, Daniela di Lullo, Mario Glover, Ezia Mitolo e ReBarbuLs sono in mostra da ''Incinque Oper Art''. Lo spazio Hub/39 Art - nato un anno fa, nei ritmi di un'agenzia di viaggi per rappresentare l'arte nel panorama dei viaggi e il viaggio nel mondo dell'Arte - partecipa con le le pitture di Mauro Magni e Salvatore Pupillo e le fotografie di Giorgio Benni, Aldo Feroce e Valentina Stefanelli. Il Kapocci Studio dell'artista Raha Tavallali apre le porte con l'esposizione 'L'incognito", riflessione sulla paura e sulle emozioni che in questo periodo hanno stravolto gli equilibri familiari.

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