Un weekend a Ravenna per il Transmission Festival, tra mosaici e musica senza frontiere

Piccolo itinerario per scoprire la città che fu capitale di 3 diversi imperi in occasione della rassegna musicale in programma da 22 al 24 novembre

di Davide Campione

RAVENNA - La regina dell’art punk Carla Bozulich e Dante Alighieri, un’antica raffineria di zolfo completamente ristrutturata e alcuni dei mosaici più preziosi al mondo. Personaggi, opere d’arte e complessi industriali che nulla sembrano avere in comune ma che dal 22 al 24 novembre diventano tappe di un itinerario alla scoperta di Ravenna, il luogo che le ospita, grazie al Transmission Festival, la rassegna musicale che porta nella città che fu capitale di tre diversi imperi (Romano, Bizantino e Goto) artisti che esplorano le frontiere musicali di tutto il mondo. I musicisti presenti quest’anno tracciano un itinerario sonoro attraverso tre continenti, dall’America della Bozulich all’Africa, con elettronica primitiva dell’egiziano Tarkamt, passando per il minimalismo dello scozzese Richard Youngs e il folk dei padroni di casa Comaneci. I live del Transmission si terranno al Bronson Club, nell’adiacente Café e, soprattutto, in una location suggestiva come l’Almagià, ex raffineria di zolfo e oggi splendido esempio archeologia industriale.

L’ex complesso industriale, situato sulla Darsena della città, grazie al Transmission pone in relazione il passato e presente di Ravenna, due poli temporali che dialogano in modo molto naturale da centinaia di anni. Basti pensare all’eredità romana e bizantina, le cui chiese e battisteri conservano mosaici che hanno ispirato artisti di ogni genere ed epoca. Tra questi monumenti si eleva a simbolo della città il Mausoleo di Galla Placidia, terminato nel 402 e dedicato alla sorella dell’Imperatore Onorio, la cui volta riproduce un cielo stellato talmente straordinario da restare per sempre impresso a chi lo osserva, come dimostra la celebre canzone ‘Night & Day’, che il crooner americano Cole Porter scrisse dopo aver visitato il Mausoleo alla fine degli anni Venti. Anche Gustav Klimt, qualche tempo prima, venne folgorato dal luccicante oro dei mosaici ravennati e ne riporto’ lo splendore in molte sue opere del cosiddetto ‘periodo aureo’, tra cui ‘il Bacio’, uno dei suoi quadri più famosi. Klimt rimase particolarmente impressionato da due luoghi: la Basilica di San Vitale, tra i più importanti monumenti di arte paleocristiana, e la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, che ospita il più grande ciclo di mosaici del mondo, situato nella navata centrale e diviso in tre fasce distinte: quella più alta racconta la vita di Cristo, quella centrale i santi e profeti mentre quella inferiore ritrae il famoso Palazzo di Teodorico. Dall’arte pittorica a quella letteraria, Ravenna è anche il luogo dove giacciono le spoglie di Dante Alighieri, che qui morì durante il suo esilio. Nei secoli sovrani e papi fecero di tutto per riportarne le ossa nella natia Firenze ma senza successo: trovarono l’opposizione dei Francescani del vicino convento, gli stessi che, in tempi più recenti, le salvarono dai bombardamenti della 2° Guerra Mondiale. Infine, per chi dopo l’abbuffata musicale del Transmission e quella culturale e storica in giro tra i monumenti cittadini (in totale, ben otto di questi fanno parte del Patrimonio UNESCO), il ravennate offre oltre 35km di coste da scoprire, tra cui le pinete di Classe e San Vitale e l’Oasi di Punte Alberete e, a poca distanza, il Delta del Po e le Valli di Comacchio.

Info: http://transmissionsfestival.org/
http://www.turismo.ra.it/ita/

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