'MANN in colours', la ricerca è green

Con Tor Vergata: da colori statue antiche a qualità dell'aria

Redazione ANSA NAPOLI

NAPOLI - Blu egizio, lacca di garanza, pigmenti d'oro: di che colore era il costume della Venere in bikini? Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la ricerca è green: dal progetto 'MANN in colours' che studia la policromia antica, per scoprire i reali colori delle statue classiche, nasce ECOValors con l'obiettivo di preservare quelle rare tracce anche attraverso il monitoraggio della qualità dell'aria nelle sale e nei depositi.

Il percorso scientifico, che mira a creare il primo protocollo in materia, è frutto dell'accordo che per due anni vedrà al lavoro, anche con laboratori mobili al MANN, dove saranno istallati piccoli sensori, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

"Questo studio, in particolare sulla statuaria, è un viaggio meraviglioso che abbiamo intrapreso da tre anni con MANN in Colours, ancora più coinvolgente perché ci consente di condividere ogni scoperta con i nostri visitatori - spiega il direttore del Museo, Paolo Giulierini - Ma se, dal passato, affiorano più colori di quanti potevamo immaginarci, il futuro non potrà prescindere dal verde. Ed è molto significativo che ECOValors utilizzi per la sua ricerca quella che oggi viene definita Green Chemistry. Lavorare su conservazione e sostenibilità, indagare temi come qualità dell'aria e agenti inquinanti in relazione al nostro patrimonio, è una sfida più che mai attuale e necessaria".

Al termine dello studio si prevede di realizzare copie identiche dei capolavori indagati, ma colorate, e naturalmente ricostruzioni in digitale. Intanto il laboratorio mobile sarà destinato alla formazione, non solo specialistica. "Ricerca, didattica e terza missione: l'Università degli Studi Tor Vergata è sempre stata molto aperta alle collaborazioni esterne. L'interdisciplinarietà sarà il valore aggiunto della ripartenza dopo la pandemia" nota il rettore Orazio Schillaci presentando l'accordo. 'Ecosustainaible project for Conservation and Valorization of color traces on Marble sculptures' partirà dai risultati raggiunti da Cristiana Barandoni (responsabile scientifico "MANN in Colours") ed Andrea Rossi: sino ad oggi, sono state esaminate circa venti statue della Collezione Farnese. "Sul tronco della celebre Venere in Bikini sono stati recuperati pigmenti in verde - spiega Barandoni - e si è compreso che la veste della dea era originariamente abbellita con lacca di garanza e blu egizio. Numerose tracce d'oro sono sul mantello.

Fu usata biacca, bianco di piombo, sulla pelle della Venere e lo stesso dicasi per l'Erote ai suoi piedi, proprio per creare uno strato omogeneo per l'applicazione successiva dei colori". Ancora sorprese dalla Venere Marina: la statua è stata irradiata con luce ultravioletta e la fluorescenza rosata è segno inequivocabile dell'antico di lacca di Robbia; inoltre, la luminescenza visibile indotta ha permesso di riscontrare tracce di blu egizio. Anche la Figura Dionisiaca ha dato risultati importanti, evidenziando l'uso di blu egizio, terra rossa e miscela con ocra gialla.

ECOValors indagherà chimicamente i pigmenti in matrici policrome composite, il loro stato di conservazione, le tecniche di stesura dei colori, le materie prime utilizzate e la loro provenienza geografica. Cinque le fasi: dalla diagnostica non invasiva al monitoraggio del microclima nell'ambiente museale (e il campionamento di agenti gassosi, polveri sottili ed agenti biodeteriogeni), si proseguirà con lo studio delle velocità di deposizione di agenti chimici inquinanti, poi la caratterizzazione molecolare, infine la sperimentazione e validazione delle policromie mediante Nanomateriali eco-sostenibili. Il progetto MANN in colours è stato presentato nei mesi scorsi anche alla Liebieghaus di Francoforte. 

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