Ercolano riapre e si prepara a nuove scoperte

Direttore Sirano,al via restauri e scavi, io guida per abbonati

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Le pareti affrescate e gli splendidi pavimenti a mosaico della Casa del Bicentenario, la passeggiata sull'antica spiaggia dove quarant'anni fa vennero scoperti i resti di tantissimi fuggiaschi colpiti dal vulcano mentre aspettavano un soccorso dal mare, il piccolo museo con la superba collezione degli ori e nuove statue mai esposte prima.
    Ercolano, racconta all'ANSA il suo direttore Francesco Sirano, è pronta a riaprire le porte al pubblico già da lunedì, quando tutto il parco archeologico che raccoglie le testimonianze della cittadina campana vicina a Pompei- con la quale ha condiviso la tragica sorte- sarà aperto e visitabile. Del resto l'attività qui non si è mai fermata, dice Sirano, "anche a porte chiuse abbiamo continuato a lavorare e ad organizzare, in modo da rendere facile lo switch dal digitale alla presenza e viceversa". Per cui chi varcherà i cancelli del parco lunedì troverà tutto a posto e il personale presente, dai custodi al bookshop fino alle guide. "Anche se chi volesse godersi un tour in solitaria lo può fare contando sull'aiuto dei nostri contenuti in digitale", assicura appassionato il direttore.
    Tutto questo mentre il Parco si prepara ad un 2021 ricco di progetti, di novità e di possibili scoperte, con l'avvio finalmente delle mostre che erano previste per il 2020 (la data non è stata ancora fissata) e la partenza di importanti restauri per sei nuove domus la cui apertura è prevista entro il 2022.
    Non solo, perché a giorni e proprio nei luoghi dell'antica spiaggia, si darà il via ad una nuova campagna di scavi a distanza di quarant'anni dai primi ritrovamenti. Un progetto, chiarisce Sirano, dal quale ci si aspetta grandi sorprese. Gli archeologi torneranno a scavare per finire il lavoro cominciato nel 1981 quando seguendo l'intuizione di Giuseppe Maggi, si intervenne sul lato sud ovest del sito riportando alla luce i fornici per il ricovero delle imbarcazioni con gli scheletri di tanti ercolanesi che vi avevano cercato riparo. E persino i resti di un'imbarcazione incredibilmente conservata, come è stato per tanti altri oggetti e arredi in legno che qui, a differenza di Pompei dove la tragedia ha avuto caratteristiche diverse, si sono mantenuti quasi ovunque. (ANSA).
   

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