Un viaggio nella 'memoria ritrovata' del Vulture

Dall'epoca romana a quella normanna

Redazione ANSA POTENZA

POTENZA - "La memoria ritrovata", per "riscoprire" e valorizzare un'area, quella del Vulture Alto Bradano, nel nord della Basilicata, ricca di "tracce archeologiche" dall'epoca romana a quella normanna, disseminate tra Palazzo San Gervasio, Banzi e Venosa (Potenza): in tutto 26 nuovi siti archeologici riportati alla luce in questo territorio nel corso di alcuni lavori pubblici, durati circa sette anni.

Si tratta di un progetto organizzato dalla Pinacoteca e Biblioteca "Camillo d'Errico" di Palazzo San Gervasio, anche grazie a un protocollo con la Sovrintendenza ai Beni archeologici della Basilicata che ha sostenuto le indagini archeologiche su una vasta zona dell'area a ridosso dell'abitato urbano di Palazzo, "che hanno già fatto emergere una serie di strutture costruttive e viarie di origine romana, riferibili al tracciato della Via Appia e a una serie di ponti e abitazioni dislocate lungo lo stesso tracciato" nel corso dei lavori di realizzazione dell'allacciamento alla linea del metanodotto Snam del "Tronco di Acerenza-III lotto" dello schema idrico Basento Bradano.

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