02 ottobre, 15:44 Foto

Transvantgarbage, Marisa Laurito fotografa l'Italia dei rifiuti

Tante Terre Fuochi da Malagrotta a Solvay, salva solo Val d'Aosta

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Renzo Arbore in

MONZA - Una denuncia coraggiosa della "connivenza scellerata tra malavita e Stato" che parte dalla terra dove sono abbandonati e sepolti rifiuti, residui e scarti inquinanti, pericolosi e cancerogeni e vuole esplodere davanti a tutti quelli che fanno finta di niente. Non è una semplice mostra quella firmata da Marisa Laurito fino al 31 ottobre alla Reggia di Monza in anteprima nazionale: "Transvantgarbage - Le Terre dei Fuochi e di Nessuno" è la prova fotografica e artistica che su 20 regioni italiane 19 sono sconvolte e coinvolte dalla presenza di rifiuti pericolosi, che dappertutto in nome del profitto a tutti i costi si produce inquinamento e morte.

    "Scorie nucleari, industriali, chimiche. Si salva solo la Val d'Aosta" spiega all'ANSA la Laurito mentre sta finendo di ultimare l'allestimento dell'esposizione che si snoda attraverso 20 scatti e 6 istallazioni in cui mescola silicone, tessuti, colori e materuiali tra i più vari.

    "Proprio questo - dice l'artista - è il messaggio finale: non c'è una sola Terra dei Fuochi. L'idea l'ho avuta mentre giravo il film di Social Movie Il segreto di Pulcinella e interpretavo la moglie di Schiavone, il pentito che già più di 20 anni fa aveva confessato dove erano seppelliti i rifiuti pericolosi. Sono ancora lì dopo tutto questo tempo. Ecco io avendo toccato con mano queste storie, sono rimasta davvero sconvolta e ne è nato questo viaggio in questa Italia orribile talvolta creando dei set, talvolta semplicemente raccogliendo quello che trovavamo per strada. Non c'è solo la tristemente famosa Terra dei Fuochi: c'è Rosignano con le spiagge troppo bianche della Solvay, c'è la zona dell'Ilva di Taranto, c'è la costa di augusta con più di 190 punti petrolchimici, c'è Pasquasia a Enna, c'è Brescia con i fumi dell'inceneritore. In questi luoghi accadono scempi e ci sono persone costrette a vivere lì, che poi si ammalano e spesso muoiono. Non hanno scelta: devono morire a causa dei rifiuti o scappare altrove a morire di fame".

    Assieme alla Laurito, che non è nuova a operazioni di forte valore sociale come questa, ad affrontare questo doloroso cammino al capezzale di un'Italia ammalata e a "ribellarsi alla gestione suicida dell'ambiente", tanti carissimi amici ma soprattutto personaggi della cultura da lei "stimati moltissimo". Ecco allora Renzo Arbore clarinettista magico sul Tevere sommerso dai rifiuti e dai topi. E poi Dacia Maraini e Piera Degli Esposti "su un tappeto di libri che vola sulla mondezza orrenda di Malagrotta, altra tragedia di Roma". E poi Rosalinda Celentano crocifissa davanti alle cave di Pasquasia, dove sembra che siano seppelliti residui chimici: "Una foto molto coraggiosa - conclude la Laurito - per cui la ringrazio, visto che ha posato nuda davanti all'obiettivo, lei che purtroppo a causa di un tumore è stata operata a entrambi i seni".

    Ma la Laurito non si ferma: "Sono al teatro di Montecatini dal 20 ottobre con Due donne in fuga con Iva Zanicchi e poi a Roma con Quattro donne e una canaglia e Persone naturali e strafottenti di Peppino Patroni Griffi". Insomma niente tv? "Fino a che non capita una cosa bella..." chiude birichina l'artista.
   

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