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Unesco: Regione, Festa Sant'Antuono ha requisiti per 'lista'

Dirigente Romano, Ente ha creduto nel progetto della Vanvitelli

Napoli ANSAcom

"La Festa di Sant'Antuono a Macerata Campania possiede quelle caratteristiche dei beni immateriali che possono aspirare ad entrare nella lista dell'Unesco. Per questo la Regione ha creduto con forza al progetto presentato dall'Università Vanvitelli sulla festa, finanziandolo con 160mila euro". Così Rosanna Romano, dirigente della Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione, consapevole che il lavoro fatto sui beni immateriali campani possa ben presto portare frutti importanti, come il riconoscimento da parte dell'Unesco della Festa di Sant'Antuono; un rito che potrebbe entrare tra i beni immateriali dell'Umanità, aggiungendosi così ai tre beni campani già inseriti in tale lista e tutelati dall'Unesco, ovvero l'arte della pizza napoletana, la dieta mediterranea, e la Festa dei Gigli che si svolge a Nola, evento che si avvicina molto alla festa di Sant'Antuono, per il suo saper coniugare storia e partecipazione completa della comunità. Sulla Festa che si tiene ogni anno ad inizio gennaio a Macerata Campania, l'Università Luigi Vanvitelli ha predisposto un progetto sulla base del bando della Regione pubblicato nell'estate 2018; progetto che ha coinvolto il Comune di Macerata Campania e l'associazione che organizza la Festa, e che si concluderà con la realizzazione di un dossier finale che verrà inviato in Regione per una valutazione; quindi la documentazione, se ben preparata, sarà inviata al Mibact e al Comitato italiano Unesco per la formalizzazione della candidatura. "Ogni anno realizziamo una ricognizione dei beni immateriali presenti in Regione - spiega la Romano - e attualmente nell'elenco regionale, l'IPIC (Inventario del Patrimonio culturale immateriale campano, ndr), compaiono 59 beni immateriali, tra cui appunto la Festa di Sant'Antuono, la maschera di Pulcinella, il culto di San Gennaro; anche per quest'ultimo è stata avanzata candidatura all'Unesco". L'Inventario regionale è stato istituito nel 2017, è suddiviso in cinque sezioni (saperi, celebrazioni, espressioni, cultura agroalimentare e spazi culturali) e ha lo scopo di "salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale che altrimenti rischia di andare dimenticato e disperso. L'inventario - sottolinea la Romano - è uno strumento per preservare la vitalità del patrimonio culturale immateriale e sostenere quei soggetti, pubblici o privati, che partecipano attivamente alla sua valorizzazione e gestione, purché senza scopo di lucro; importante è chi richiede l'iscrizione nell'Ipic, perché si deve trattare dei componenti delle stesse comunità portatrici della tradizione". Beni tanti eterogenei come le feste popolari o la maschera di Pulcinella devono però avere caratteristiche comuni per entrare nell'inventario e poi un giorno aspirare ad essere candidati all'Unesco, in particolare una forte valenza storica, ovvero "si deve trattare di riti o tradizioni la cui pratica deve essere attestata almeno nei cinquanta anni precedenti la richiesta di iscrizione, sono poi necessari la persistenza di valori sociali e significati culturali correlati al valore identitario dell'elemento culturale, la persistenza di momenti di trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della parità di genere nell'accesso all'elemento culturale e la partecipazione attiva della comunità di riferimento nella messa in atto di azioni di salvaguardia e valorizzazione dell'elemento". Peculiarità che, aggiunge la Romano, "si ritrovano nella Festa di Sant'Antuono, di cui ci sono tracce già nel tredicesimo secolo, e in cui è un'intera comunità a partecipare, penso alla sfilata di carri con i bottari che provengono da tutti i quartieri del comune e che richiede una preparazione che dura dodici mesi. Inoltre c'è un legame fortissimo tra riti ed economia cittadina, ovviamente agricola, visto che in passato la Festa serviva ai contadini per scacciare il maligno ed avere buoni raccolti. Siamo fiduciosi, e come Regione - conclude la Romano - continueremo a prestare la massima attenzione alle tante ricchezze, materiali e immateriali, che il nostro territorio offre, e a investire per dare sostegno concreto a tale riconoscimento".

In collaborazione con:
Università Vanvitelli

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