New York come l'Europa, si mangia all'aperto tutto l'anno

Sindaco Bill de Blasio rende permanente programma 'Open Street'

Gina Di Meo NEW YORK

NEW YORK - New York come una capitale europea, si mangia all'aperto tutto l'anno. Il sindaco Bill de Blasio ha infatti reso permanente il programma 'Open Street: Restaurants' creato per consentire ai ristoranti di riaprire solo con servizio all'aperto dopo la serrata di marzo in piena crisi Covid-19. Una misura inizialmente concepita solo per i mesi estivi e che avrebbe dovuto terminare il 31 ottobre. Ma dopo gli appelli disperati e le proteste da parte di migliaia di ristoratori alle prese con lo spettro di non sopravvivere alla riapertura dal 29 settembre della ristorazione al chiuso ma solo con una capacità del 25% almeno nel primo mese, il sindaco ha ceduto e ha reso permanente 'Open Street'.
    E così ogni sera e per gran parte della giornata durante i fine settimana New York si trasforma in una grande piazza all'aperto con i tavoli sui marciapiedi davanti ai ristoranti oppure, dove è consentito, occupando le strade chiuse al traffico. Per i residenti un sogno che si avvera, con la possibilità di godersi, senza varcare l'oceano, un lifestyle all'europea con un totale di quasi 30 km di spazi ricavati all'aperto.
    Ma per New York il cosiddetto 'outdoor dining' (ristorazione all'aperto) non è solo una questione di lifestyle. I ristoranti sono infatti tra i principali motori economici della città e il programma ha salvato circa 90 mila posti di lavoro secondo i dati dell'amministrazione comunale. Ma in totale l'intero settore che comprende anche bar e club ne occupa 300 mila, la metà dei quali ha perso il lavoro. Da quando Open Street è stato lanciato lo scorso giugno vi hanno aderito circa 10 mila e 300 ristoranti tuttavia i bar restano ancora chiusi.
    "Ha salvato la ristorazione a New York - ha detto all'ANSA Rosario Procino, co-proprietario della pizzeria Ribalta - e ha creato un'architettura e un paesaggio molto europei. Attualmente tra marciapiede e strada riusciamo a far sedere circa 80 persone". "In uno dei nostri ristoranti - continua Gianfranco Sorrentino, alla guida del Gattopardo Group che comprende Il Gattopardo, The LEOPARD at des Artistes, Mozzarella e Vino ed un servizio di catering - facciamo numeri migliori del periodo pre Covid. Abbiamo riaperto i nostri ristoranti, ad eccezione di Mozzarella e Vino lo scorso 17 agosto ed in particolare The LEOPARD at des Artistes ha visto un aumento della clientela.
    Siamo vicini a Central Park e ora abbiamo per lo più solo residenti perche' non ci sono turisti in città e molti più giovani rispetto al passato. I nostri clienti ci dicono che il patio che abbiamo creato fa sembrare di essere a Roma. Al Gattopardo (situato di fronte al MoMa, ndr) invece siamo riusciti ad occupare le scale della palazzina neo liberty dei Rockefeller e sono i tavoli più richiesti".
    Ma la ristorazione all'aperto non viene senza costi. Per renderla accessibile durante il rigido inverno newyorkese occorrono investimenti di migliaia di dollari. "Abbiamo creato delle tendo strutture - continua Procino - che comunque devono essere in parte aperte altrimenti diventano ristorazione al chiuso e con capienza limitata. Per quanto riguarda il riscaldamento la normativa è molto rigida. Le lampade a gas sono consentite solo sui marciapiedi mentre sulla strada si possono usare le lampade elettriche". "Abbiamo messo in conto - spiega Sorrentino - un budget di circa 20 mila dollari a ristorante ma va bene e sono positivo perché i newyorkesi amano mangiare all'aperto e non temono il freddo". (ANSA)

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