Aeroporto museo, apre il nuovo terminal La Guardia a Ny

Arrivi e partenze all'insegna di installazioni di arte pubblica

Gina Di Meo NEW YORK

NEW YORK - Da pecora nera degli aeroporti americani a meraviglia artistica. E' il restyling dell'aeroporto di La Guardia a New York, anni fa definito dall'allora vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden 'da terzo mondo', che il prossimo 13 giugno inaugurerà il nuovo Terminal B, a cui faranno capo quattro compagnie aeree American Airlines, United Airlines, Southwest Airlines ed Air Canada.

Il terminal non è solo un luogo di arrivi e partenze bensì come un enorme museo e il colpo d'occhio è dato dalle installazioni artistiche, quattro in totale, tre delle quali sono accessibili senza una carta d'imbarco. Le opere, realizzate da Jeppe Hein, Sabine Hornig, Laura Owens e Sarah Sze, sono state commissionate tramite una partnership tra La Guardia Gateway Partners, che ha costruito ed opererà il Terminal B e Public Art Fund come parte del progetto di trasformazione dell'aeroporto di La Guardia dello stato di New York e The Port Authority of New York and New Jersey.

Un progetto totale da otto miliardi di dollari, cavallo di battaglia del governatore democratico Andrew Cuomo e della sua visione di fare degli scali della città di New York dei fiori all'occhiello per tutto il paese. Le opere esposte sono come un biglietto da visita per la Grande Mela e catturano tutta l'energia che strega visitatori da ogni parte del mondo.

"Con l'inaugurazione del nuovo La Guardia - ha detto Cuomo durante una cerimonia del taglio del nastro senza pompa magna a causa della pandemia - che servirà come porta d'ingresso a New York per un numero infinito di visitatori, questi quattro luoghi con opere di arte pubblica offriranno spunti di bellezza che riflettono la creatività, l'energia, la cultura e lo spirito dell'Empire State".

Anche se attualmente la maggior parte degli aeroporti hanno poco traffico a causa delle misure restrittive per il Covid-19, il nuovo Terminal B di La Guardia fa anche da esperienza museale quando tutte le principali istituzioni culturali ed artistiche della città sono state costrette a chiudere. Tra gli artisti scelti tre sono donne, due sono europei e due americani, una di essi si identifica come donna di colore. Sempre tra gli artisti, Sarah Sze, ha rappresentato gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia nel 2013. La sua opera, intitolata 'Shorter Than the Day' (da una strofa di una poesia di Emily Dickinson) è una mastodontica scultura composta da bastoni di metallo che formano un globo, a sua volta sospeso dal soffitto al piano delle partenze. 

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